Prima che sia tardi

5 Ago

L’EDITORIALE

Prima che sia tardi

di EZIO MAURO

Prima che sia tardi

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

L’UNICA COSA che conta adesso è salvare il Paese. Siamo dentro una tempesta finanziaria che investe tutto il mondo e rivela la fragilità dell’economia occidentale, convinta solo dieci anni fa che questo sarebbe stato il secolo della sua egemonia. Adesso il rischio è che la crisi dell’Occidente intacchi la stessa democrazia, se si rivela strumento inefficace di regolazione del sistema.

Non c’è dunque tempo da perdere. Soprattutto per l’Italia, dopo l’allarme lanciato ieri congiuntamente dalle Borse, dagli spread, dalla Bce con Trichet e dalla Ue con Barroso.

Siamo noi nell’occhio del ciclone, perché portiamo nella crisi mondiale il fardello del nostro debito pubblico, il ritardo nelle riforme, la paralisi del governo e la polverizzazione della leadership. Dunque l’inconsistenza totale della politica che non sa governare, non sa rinnovarsi, è incapace di parlare al Paese e ai mercati.

(segue)


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