La moglie di Italo Bocchino ammette “Sapevo della relazione con Carfagna”

15 Mar

Italo Bocchino: “Mara ed io”

Gabriella Buontempo confessa a Vanity Fair. “Roberto D’Agostino mi disse: circolano foto di tuo marito con la Carfagna. E io: se ci sono pubblicale, so tutto”. La signora si dice delusa della scelta: “Mara, telecomandata da mio marito. Senza di lui come avrebbe preso tutti quei voti in Campania?”

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ROMA – “Sapevo da più di due anni della relazione di Italo con la Carfagna”. E’ la moglie di Italo Bocchino a mettere il sugello ai rumors di Montecitorio secondo cui, appunto, i due politici (ora su schieramenti opposti) oltre ad una lunga collaborazione politica condividevano anche una storia sentimentale. Gabriella Buontempo, moglie del capogruppo di Fli, lo rivela in un’intervista a Vanity Fair.

“Roberto d’Agostino qualche settimana fa – spiega la Buontempo – mi ha detto: sai, gira voce di foto di tuo marito con la Carfagna, foto un po’ intime?’. Io gli ho risposto: ‘se ci sono, pubblicale. Tanto non è che non lo so che lui ha questa relazione'”.  “È vero che Roberto mi ha telefonato per dirmi che era incavolato perché Italo lo aveva attaccato ad Annozero – prosegue  – ma è anche vero che mi ha accennato a quelle foto. Io l’ho invitato a pubblicarle, tanto ero al corrente della relazione, al che mi ha risposto: ‘no, le foto non le ho. Gira solo la voce’. E io: ‘se gira solo la voce, che cosa me lo racconti a fare?'”. “lo sapevo da due anni e mezzo – afferma la signor Bocchino – Italo sostiene di averla troncata. Per carità, l’avrà troncata: lei si è fidanzata, ora dice che si sposa”.

I due continuano a vivere sotto lo stesso tetto anche se, secondo la signora, il marito non ha “gestito bene” la vicenda. “Questa storia la sapeva tutto il Parlamento e a un certo punto è arrivata anche al mio orecchio
– spiega la signora -. Ho dovuto reagire: non mi va di passare per la scema del villaggio”. “Un po’ di delusione c’è stata – confessa Gabriella –  anche per la scelta della persona. In politica, la Carfagna è sempre stata ‘telecomandata’ da mio marito: segue tutto quello che lui dice. Se non era per Italo, mica li prendeva tutti quei voti in Campania”. Una donna, Mara Carfagna, che Gabriella Buontempo ha conosciuto personalmente. “Certo, si presentava dovunque io andassi in vacanza – ricorda – . È addirittura andata dal mio parrucchiere”.

Infine, Gabriella Buontempo parla di un suo personale amore deluso: quello per Berlusconi. “Ho amato il Berlusconi della discesa in campo – spiega -, ma negli ultimi cinque anni l’ho detestato cordialmente. Ha iniziato a non piacermi più quando sono cominciate le candidature cooptate di persone non provenienti né dal mondo della politica né dal mondo civile. Persone scelte solo in base all’estetica”.

L’unica a ribellarsi è stata Veronica Lario. “L’hanno presa per pazza. O per una moglie gelosa”. In America i politici si dimettono per molto meno. Ma qui siamo in italia. E in questo Paese, se non hai almeno un’amante, sei uno sfigato”.

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Bocchino contro Dagospia: ”Ricattato per foto con la Carfagna”

D’Agostino smentisce e minaccia azioni legali: “Se le avevo le pubblicavo”.

Torna la vicenda Bocchino-Carfagna, ma questa volta nella versione foto e ricatti.
Dopo le voci (sempre smentite) di un flirt tra il “falco” finiano e il ministro delle Pari Opportunità, Italo Bocchino ha accusato ieri Roberto D’Agostino, direttore di Dagospia, di averlo ricattato telefonando alla moglie, Gabriella Buontempo, e dicendole di avere in mano delle foto compromettenti di lui e Mara Carfagna all’hotel Vesuvio di Napoli in accappatoio.
Il diretto interessato smentisce e minaccia azioni legali, con una replica al vetriolo pubblicata anche sul sito di Dago.

Lo scenario: l’indagine sulla loggia segreta

Lo scenario è l’inchiesta avviata dai magistrati napoletani sulla presunta loggia segreta, in grado di pilotare appalti e nomine oltre ad aver confezionato falsi dossier.
L’indagine ruota attorno alla figura di Luigi Bisignani – giornalista e uomo d’affari risultato in passato iscritto alla loggia P2 – che secondo i pubblici ministeri Francesco Curcio ed Henry John Woodcock avrebbe gestito un sistema di relazioni e contatti in grado di condizionare la vita pubblica. Qualche settimana fa Bocchino viene convocato come testimone.
“I magistrati – racconta adesso al Corriere della Sera – mi hanno fatto ascoltare la registrazione di una telefonata tra D’Agostino e Bisignani. Il primo diceva che me l’avrebbe fatta pagare per quanto avevo detto in televisione (ndr: il riferimento è a un intervento ad Annozero sulla casa di Montecarlo)”.

Le foto in accappatoio

Ma non finisce qui. “Nella telefonata intercettata – spiega Bocchino – D’Agostino parla a Bisignani di alcune mie foto in compagnia di Mara Carfagna e dice che il giorno dopo avrebbe chiamato mia moglie”.
Cosa che – spiega Bocchino – è puntualmente avvenuta.

D’Agostino smentisce

D’Agostino – sempre sul Corriere della Sera – smentisce e minaccia azioni legali.
Ricostruisce quei giorni: “Dopo averlo sentito ad ‘Annozero’ mi sono imbufalito e ho chiamato Gabriella, visto che siamo amici da trent’anni. Le ho chiesto perché il marito mi attaccava, ero molto più che arrabbiato. Ma di foto davvero non ho parlato, anche perché se le avessi avute le avrei immediatamente pubblicate”.
“Io faccio il giornalista e le notizie le chiedo anche al diavolo”: ha poi aggiunto. “Le chiedo a Bisignani e a decine di persone che come lui hanno informazioni. Con la famiglia Bocchino ho trascorso vacanze e serate e immagino che lui sia rimasto male per le notizie che ho pubblicato su Fini, ma questo non c’entra proprio niente”.

La replica su Dago

La vicenda trova rilievo, naturalmente, anche sul sito di Dagospia. “Tirato in mezzo a sproposito – si legge – da un deputato in chiare difficoltà politiche e personali, Dagospia deve suo malgrado occuparsi di affari di materasso e di soldi. Il che non è nelle nostre corde ma, come si dice, ‘a trombante, trombante e mezzo’.
E ancora: “Se ogni volta che un uomo politico fa pace con la moglie dovesse andare dai pm a denunciare che è stato vittima di ricatti dalla
‘macchina del fango’, avremmo le procure d’Italia intasate dalle cazzate. Il grande pm Woodcock, ne siamo certi, avrà di sicuro testimoni d’accusa più affidabili di questa gente qui. Vero”?

FONTE: http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Bocchino+accusa+D’Agostino%3A+”Ricattato+per+foto+con+la+Carfagna”&idSezione=10039

Bocchino su D’Agostino

“Ha ricattato mia moglie”

E Dagospia lo querela

Il politico: “Chiamò mia moglie e disse che aveva foto mie e della Carfagna in accappatoio. Voleva farmela pagare”. Il giornalista: “Lo querelo per diffamazione”

Roma – Telefonate ascoltate. Ricatti denunciati. Fotografie scattate o millantate. Quello che c’è di certo, in questa storia, è solo una querela per diffamazione. Quella che Roberto D’Agostino,deus ex machina del sito di gossip Dagospia, intenterà ai danni di Italo Bocchino, braccio destro e speaker televisivo di Gianfranco Fini e di Futuro e Libertà. Il deputato accusa oggi il giornalista dalle colonne di RepubblicaCorriere: “Ha ricattato mia moglie (Gabriella Buontempo, produttrice televisiva) dicendo di avere delle foto mie e di Mara Carfagna in accappatoio all’hotel Vesuvio di Napoli”. Immediata la replica di mister Dagospia: “Lo querelo per diffamazione, ho già dato mandato ai miei legali”.

La “scoperta” di Bocchino Il vice presidente di Fli viene informato durante un interrogatorio di una telefonata tra D’Agostino e Luigi Bisignani, giornalista e uomo d’affari indagato per la cosiddetta “loggia P4” su cui ha aperto un fascicolo la procura di Napoli. I pubblici ministeri Francesco Curcio ed Henry John Woodcock viene convocato come testimone a palazzo di giustizia. “I magistrati – racconta Bocchino – mi hanno fatto ascoltare la registrazione di una telefonata tra D’Agostino e Bisignani. Il primo diceva che me l’avrebbe fatta pagare per quanto avevo detto in televisione”. Il riferimento era alla puntata del 23 settembre di Annozero in cui l’esponente di Fli aveva denunciato il dossieraggio sulla casa di Montecarlo a opera “del direttore de l’Avanti Walter Lavitola” poi “veicolato da Dagospia”.

La telefonata e il ricatto “Nella telefonata intercettata – racconta Bocchino – D’Agostino parla a Bisignani di alcune mie foto in compagnia di Mara Carfagna e dice che il giorno dopo avrebbe chiamato mia moglie. La cosa è puntualmente avvenuta. Ha telefonato a Gabriella e le ha detto che avrebbe pubblicato le immagini che mi ritraevano mentre ero all’hotel Vesuvio di Napoli in compagnia della Carfagna, entrambi in accappatoio. Era una calunnia, ma naturalmente ciò ha avuto conseguenze sulla nostra tranquillità e per questo ho raccontato tutto ai magistrati. Gabriella è pronta a confermare, soprattutto dopo i danni che ha subito anche nel suo lavoro di produttrice televisiva. Da quando io ho seguito Fini fuori dal Pdl le sono stati annullati tutti i contratti in Rai”.

La denuncia per diffamazione D’Agostino non ci sta e querela il politico. “Mentre io dal 2000, con Dagospia, mi occupo del retrobottega dei palazzi del potere, in maniera pubblica e trasparente, come attestano 11 anni di archivio, Bocchino che prende uno stipendio per occuparsi dei problemi del Paese, preferisce trascorrere il suo tempo a occuparsi dei suoi molteplici affari personali, vedi il quotidiano Roma, la società televisiva della consorte, i postumi del caso Telekom-Serbia”. Il giornalista non smentisce la conversazione con Bisignani: “Io – prosegue – rivendico, come giornalista, ho il mio diritto di chiamare al telefono anche il diavolo in persona pur di ottenere notizie e indiscrezioni e scenari prossimi venturi. Per quanto Bocchino ha dichiarato (“Contattò mia moglie… disse di essere in possesso di foto compromettenti che mi riguardavano….”), ho dato il mandato al mio avvocato di intervenire a tutelare la mia onorabilità, in tutte le sedi, e nei confronti di tutti coloro che hanno riportato e riporteranno le sue affermazioni, gravemente calunniose nei miei confronti”.

FONTE: http://www.ilgiornale.it/interni/bocchino_dagostino_ha_ricattato_mia_moglie_e_dagospia_querela/politica-dagospia-querela-bocchino-foto-ricatto-gabriella_buontempo-bisignani-napoli-p4/08-03-2011/articolo-id=510493-page=0-comments=1

Carfagna vs Mussolini “Vajassa!”

 

Mussolini e Carfagna ai ferri corti

«Mara flirta politicamente con Bocchino»

La nipote del duce scatta una foto (col cellulare) ai due
in aula alla Camera. E accusa: «Vergogna». Il ministro:
«Alessandra è in evidente crisi di visibilità e urla»

Mara Carfagna sorpresa a parlare col Grande Nemico del Pdl, il braccio armato di Fini, Italo Bocchino. Peccato imperdonabile secondo Alessandra Mussolini, collega della ministra salernitana nel Popolo della libertà. C’è tensione palpabile tra le primedonne del centrodestra: le due esponenti campane del Pdl sono state protagoniste di un diverbio questo pomeriggio in Aula alla Camera. Un botta e risposta nato proprio da una foto scattata col cellulare dalla deputata napoletana, ma alla cui origine sembrano esserci le forti divergenze emerse negli ultimi giorni nel partito in Campania.

Mussolini ha visto il ministro delle Pari opportunità e il capogruppo di Fli alla Camera, Bocchino, parlare tra i banchi del governo e scatta loro un’istantanea col cellulare. La Carfagna se ne accorge e si gira verso la collega, batte le mani e dice «brava, brava!». A quel punto Mussolini le risponde: «Vergogna».

Le ragioni di quel «Vergogna» («pronunciato in maniera pacata» dirà la nipote del duce) sono spiegate così: «Carfagna si deve vergognare per la liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito». Le colpe che la Mussolini attribuisce al ministro sono due: «Lo spostamento di competenze sul termovalorizzatore che questa mattina il Consiglio dei ministri ha sottratto alle Province» (e quindi al presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, cosentiniano, i cui rapporti con il ministro delle Pari opportunità ultimamente sono tesi) e «il fatto che Bocchino nella finanziaria ha chiesto di spostare 20 milioni di euro al ministero della Carfagna». Insomma, Mussolini accusa la collega di «fare accordi» col capogruppo di Futuro e libertà anche in vista delle elezioni per il sindaco di Napoli: «Non può tenere una gamba di qua e una di là – avverte – Perciò quando li ho visti parlare in atteggiamento amorevole ho scattato la foto».

Mara commenta piccata: «La collega Alessandra Mussolini è, evidentemente, in crisi d’astinenza da visibilità.E, come le capita spesso, urla al fine di attirare l’attenzione, senza badare troppo a quello che dice». «Sul termovalorizzatore di Salerno – spiega la Carfagna- ho tentato di evitare che un’importante e strategica opera pubblica rimanesse paralizzata dallo scontro istituzionale in atto tra Comune e Provincia e, di conseguenza, ho proposto che si elevasse il livello delle responsabilità con un commissariamento affidato al presidente Stefano Caldoro, che è la più alta carica istituzionale della regione, e appartiene allo stesso partito per cui dovrebbe lavorare Alessandra Mussolini». «Quanto ai venti milioni che la legge di stabilità ha destinato al ministero per le Pari Opportunità, Mussolini dovrebbe esserne contenta – aggiunge Carfagna – perché sono stati inseriti dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel maxiemendamento che il governo, lo stesso che la Mussolini sostiene, ha presentato in Commissione. Queste risorse saranno destinate alle Regioni per finanziare progetti di contrasto alla violenza sulle donne e centri di accoglienza per le vittime in difficoltà. Spero che la collega Alessandra Mussolini non ce l’abbia anche con le donne in difficoltà». Ma i fuochi polemici sono tutt’altro che estinti. Si attende il prossimo round.

Redazione online
18 novembre 2010
(ultima modifica: 19 novembre 2010)

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2010/18-novembre-2010/ale-mussolini-carfagna-ferri-cortimara-flirta-politicamente-bocchino-1804200589362.shtml






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