Come l’Italia fa scappare la musica: un film racconta l’esodo del Rototom

15 Mar

Rototom Sunsplash, one of the biggest reggae f...

Sunsplash quando era ad Osoppo

In un Paese pieno di problemi come l’Italia, l’esodo in Spagna di un festival musicale non ha fatto molto scalpore. Certo, il Rototom Sunsplah, Festival Reggae più importante d’Europa – dal 1994 andava in scena Friuli – non è la Fiat che (forse) va a Detroid, né l’Olivetti che dilapida un patrimonio industriale nazionale. Ma il suotrasferimento in Spagna, adesso raccontato in un documentario che verrà presentato oggi a Roma, rappresenta bene l’incapacità della nostra politica di valorizzare la cultura giovanile e le eccellenze del territorio.

Appuntamento fisso fino al 2009 ad Osoppo, in provincia di Udine, il Rototom ha rappresentato per oltre un decennio un punto d’incontro fondamentale per i ragazzi di tutta Europa: 150mila partecipanti nell’ultima edizione,  otto giorni di incontri, mostre, campeggi e naturalmente, concerti che negli anni hanno visto la partecipazione di tutti i più importanti artisti reggae sulla scena mondiale: da Alborosie agli Africa Uniteda Buju Banton a Luciano.

La situazione però precipita nel 2009: una serie di avvisi di garanzia piovono sulla testa dell’amministrazione comunale della cittadina che ospita il Rototom e sui responsabili dell’associazione che organizza il festival. Agli indagati viene contestata la violazione della Legge Fini-Giovanardi che all’articolo 79 punisce chi: “adibisce o consente che sia adibito in un locale pubblico o un circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso delle sostanza stupefacenti”. L’equazione giudiziaria, basata sulla durissima legge che punisce i consumatori didroghe anche leggere nel nostro paese è che, essendo la cultura che ruota intorno alla musica reggae favorevole all’antiproibizionismo e all’uso di cannabis, allora anche il solo organizzare un concerto reggae può essere reato.

Un anno fa, quando partì l’inchiesta, gli organizzatori del Festival ricevettero la solidarietà da tutta Italia e organizzarono una giornata di protesta ad Udine: “Non processate Bob Marley” alla quale prende parte anche un applauditissimo Beppe Grillo. Nonostante la solidarietà anche di alcuni esponenti politici (tra tutti Debora Serracchiani e Ignazio Marino); tutto si dimostrò inutile: l’unica soluzione per far sopravvivere il Rototom era esportarlo, e così è stato: dal 2010 la manifestazione si svolge a Benicassim, sulla costa orientale della Spagna.

Questa storia, con il racconto dei protagonisti e degli artisti, è oggi al centro del documentario “Exodus, Finding Shelter” diretto da Tommasso D’Elia e Silvia Bonanni e prodotto proprio dal Rototom Sunsplash. Il doc, presentato nei giorni scorsi a Udine, verrà proiettato questa sera al cinema L’Aquila di Roma e nei prossimi giorni in altre città italiane.
Dalle storie del Rototom alla delusione di amministratori e cittadini del Friuli, dall’entusiasmo delle amministrazioni spagnole alle difficoltà in cui si trovano gli organizzatori italiani, Exodus mostra plasticamente come un’impostazione ideologica e reazionaria da parte del governo in carica (“La marijuana fa i buchi nel cervello” dice il sottosegretario Giovanardi in un passaggio del film) abbia portato all’azzeramento di un evento che portava al nostro Paese non solo cultura, ma anche ricchezza  (circa 4 milioni di euro ogni edizione il calcolo degli organizzatori).

Il Rototom ha fatto la fine della ricerca, degli scienziati, dei ricercatori universitari che vengono cacciata dall’italia. Non c’è spazio per la cultura nel nostro paese!” dicono i Sud Sound System in un passaggio del documentario.

Per ora gli organizzatori del Festival mantengono una punta di ottimismo: “Speriamo un giorno di riuscire a tornare in Italia” il loro auspicio. Ma non si vede ancora all’orizzonte alcun governo in grado di capire il valore sociale, culturale ed economico che si porta dietro un evento come il Rototom. La vicina Spagna, al contrario,  sembra averlo capito benissimo.

di Lorenzo GaleazziFederico Mello

Sunsplash 2010, in Spagna

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Rototom,  chi siamo:

L’Associazione Culturale Rototom è un collettivo impegnato nel coniugare la musica ed i suoi contenuti culturali, abbinando spesso spettacoli dal vivo con un forte impegno sociale. L’associazione non ha scopo di lucro e devolve tutti i suoi utili in opere di beneficienza. (i destinatari donazioni).

Era il 13 novembre 1991 quando a Gaio di Spilimbergo, isolato centro pedemontano della provincia di Pordenone, nasceva l’associazione culturale ROTOTOM che, con l’inaugurazione della discoteca Rototom, faceva partire il suo primo progetto di musica e cultura alternativa.

Molti di voi ci conoscono solo attraverso la storia del Sunsplash, progetto nato quando l’associazione aveva già 4 anni di vita. Approfittiamo di questa occasione per raccontarvi qualcosa in più rispetto al percorso dell’associazione nei suoi 18 anni di vita.

rototom-crew-gaio

Dai Live Club Alle Piazze

Nei primi anni 90 la musica dal vivo in Friuli aveva due sole dimensioni: quella della birreria e del piccolo ritrovo e quella dei grandi spazi come i palasport e gli stadi di calcio.

Nel 1991 il Rototom propose una giusta via di mezzo: un locale che non fosse solo un luogo di esibizione per i tanti gruppi della scena indie internazionale che transitavano per l’Europa, ma che fosse luogo di produzione e di sperimentazione per tutti quegli altri gruppi, oggi anche molto famosi, ma che al tempo muovevano i loro primi passi. In breve tempo il locale Rototom divenne uno dei templi della musica dal vivo più importanti d’Italia.

Nel 1994, nel locale e nel suo piccolo parco circostante nasce, come primo raduno reggae italiano, il Rototom Sunsplash. Negli anni successivi il successo crescente della manifestazione, che lo farà diventare uno dei più grandi festival reggae europei, lo costringerà ad inevitabili spostamenti di sede.

Nel 1998 la crew si sposta a Zoppola, alle porte di Pordenone. La nuova sede, strutturata in 3 sale, permette di soddisfare al meglio il proprio pubblico offrendo ad ogni genere musicale la propria sede e il proprio spazio. Nessun altro prima aveva aggregato in modo così eterogeneo pubblici dai diversi gusti musicali ospitandoli sotto lo stesso tetto: una sala dedicata al rock al pop e al rap, la seconda al mondo del reggae e dell’afro, la terza all’elettronica e alle sonorità di fine millennio. Tra una sala e l’altra mostre, tanti punti di incontro, una libreria e dei negozi di dischi.

In quei 9 anni il Rototom ha ospitato nei suoi locali i guru del reggae, della musica africana, del punk, del rock, del rap e della musica italiana, i vecchi messia del progressive rock anni ’70, i rumoristi dell’epopea “Geniale Dilettanten” e le icone del britsound più sfrontato e glam. La musica proposta era così innovativa da essere trasmessa in diretta attraverso i canali rai in tutto il territorio nazionale.

Il tutto con il solo aiuto del pubblico e delle proprie forze, senza nessun apporto da parte di Enti pubblici o di sponsor.

 

Al di là delle attività svolte nei suoi locali, il Rototom ha anche curato tanti altri progetti musicali trasformando piazze, teatri, parchi, arene ed altri luoghi “insoliti” in luoghi di incontro culturale. Ha operato a Grado, Udine, Gorizia, Trieste, Monfalcone, Cervignano, Codroipo, Lignano, Conegliano, Bologna, Firenze, Roma.

Tra le iniziative maggiormente degne di nota ricordiamo:

1999: la manifestazione per la pace, manifestazione pacifica, con concerto, organizzata senza poche difficoltà di fronte alla base NATO di Aviano e che, anche se per poche ore, ha fermato i bombardamenti su Belgrado;

2000: la manifestazione “alla conquista dello spazio – garbata ma risoluta occupazione di uno spazio per la cultura”: 3 mesi di occupazione di un’area dismessa del comune di Pordenone, in collaborazione con decine di altre associazioni culturali cittadine, culminate con le dimissioni di tutta la giunta comunale della città;

2001: esperimento “100% rototom” : creazione, nelle strutture – d’inverno – di un campeggio estivo, di in una piccola città della musica, con palchi, negozi di dischi, sale di ascolto musica, internet point, sala meditazioni e discipline olistiche e, come sempre, tanti luoghi di incontro e di interscambio culturale. L’esperimento, che darà ispirazione ad un nuovo sviluppo del Rototom Sunsplash su questo modello, termina proprio con un piccolo raduno reggae dedicato alla scena nazionale: il primo winterplash d’Italia.

All’Estero

Tra le attività di promozione e di sostegno culturale svolte dal Rototom nei Paesi in via di sviluppo segnaliamo in particolare le due edizioni, nel 2003 e nel 2004, del CANOA EM CHAMAS: un festival organizzato in uno dei Paesi più poveri del Brasile, il Cearà, e che, oltre ad aver salvato dalla chiusura un luogo di istruzione per i bambini (Canoa Crianza), ha inaugurato una serie di iniziative culturali oggi portate avanti direttamente dalla comunità locale. 

 

Rototom Sunsplash 2011

BENICASSIM , dal 18 al 27 agosto

Biglietti


Benicàssim è una cittadina della costa del mar Mediterraneo, pochi chilometri a nord di Castellón. Situata vicino al mare, si trova nel cuore del territorio della Plana Alta, si estende fino ai piedi delle montagne del Desert des Palmes e delle Agujas de Santa Águeda. La cima più alta è il Bartolo, che raggiunge i 729 metri di altitudine, e permette di ammirare i bellissimi paesaggi del litorale e dell’interno.

Benicàssim gode di un clima mediterraneo, con inverni dolci e temperature estive che si aggirano intorno ai 25ºC.

Nella geografia di Benicàssim si possono distinguere tre zone:

  • La zona de las Villas ospita numerose residenze estive del XIX secolo, e dispone di un’ampia offerta di strutture ricettive: hotel, un ostello, ristoranti, campeggi, discoteche, bar e caffetterie.
  • La zona litorale si divide in cinque spiagge: Voramar, Almadraba, San Vicente, Els Terrers e Heliópolis, tutte di sabbia finissima, con numerosi servizi di vigilanza, pulizia, docce e animatori durante i mesi estivi. negli ultimi anni, a queste spiagge è stata assegnata la bandiera blu.
  • Il Desert des Palmes è ora riconosciuto come Bene naturale, è la parte della Serralada de les Palmes in cui i monaci Carmelitani hanno costruito un convento e in cui sono coltivate una grande varietà di piante aromatiche e specie arboree. Il deserto forma un grande anfiteatro montagnoso che protegge la parte finale di Benicásim, fino al culminare della cima del Bartolo, che per la sua vicinanza alla costa diventa un punto privilegiato per ammirare l’interno della provincia di Castellón, l’ampio arco del golfo di Valencia e le isole Columbretes.

+ info: www.turismobenicassim.com

 

 


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