Addio ad Alberto Granado, “lo scienziato errante”, compagno di viaggio del Che

6 Mar

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E’ morto a 88 anni all’Avana. All’inizio degli anni Cinquanta era stato protagonista con Guevara del viaggio raccontato in “I diari della motocicletta”. “Prima volevamo conoscere il mondo, dopo volevamo cambiarlo”

L’AVANA – “Quella motocicletta ci ha permesso di andarcene in fretta. Dalla famiglia, dagli amici, dalle fidanzate. Volevamo conoscere il mondo, avere un contatto con i popoli. Ma poi ci siamo resi conto che il mondo è grande, e quel che volevamo fare era un po’ troppo. E siamo rimasti in America Latina”. E’ cominciato così un viaggio che sarebbe diventato leggendario, ma chi poteva ricordarlo da protagonista non c’è più: è morto a Cuba Alberto Granado, il compagno di Ernesto Guevara nel celebre viaggio in moto attraverso il quale i due amici, all’inizio degli anni Cinquanta, entrambi studenti universitari cominciarono, senza saperlo, la costruzione di un mito.


Granado aveva 88 anni. Nato nel 1922 a Cordoba in Argentina, laureato in Farmacologia e Scienze naturali, viveva dal 1961 a Cuba dove aveva fondato la Scuola medica di Santiago. Abitava in una casa del quartiere Miramar, all’Avana, con la moglie Delia.

Gioviale, simpatico, alter ego dissacrante del Che, di Granado resta il ritratto cinematografico tracciato nel film I diari della motocicletta di Walter Salles (Oscar nel 2005), oltre che nel documentario In viaggio con il Che di Gianni Minà. Fu proprio Granado ad annotare nei diari i dettagli di una straordinaria avventura che diventò anche una solida amicizia. In sella a quella Norton del 1939 ribattezzata “La poderosa”. “Non mi ha mai dimenticato e io non ha dimenticato lui”, disse in un’intervista del 2005 alla Bbc.

Granado era stato spesso in Italia e aveva rilasciato numerose interviste. In cui ricordava volentieri l’avventura che cambiò le loro vite. “Prima volevamo conoscere tutto il mondo, dopo volevamo cambiarlo. Il Che – disse – è stato l’uomo di cui avremmo bisogno anche ora per creare un mondo migliore. Era molto esigente con se stesso. Il maggior difetto che aveva era quello di avere troppe virtù”.

_________ primo viaggio
_________ secondo viaggio
_________ in aereo

21 gennaio 1952 – Da Bahía Blanca ai contrafforti delle Ande. A Río Colorado, Ernesto ha un grave attacco d’asma e si ricovera all’ospedale di Choele Choel, dove gli viene somministrata penicillina. Proseguono in moto per Cipolletti, Piedra de Aguila, Neuquén, San Martín de los Andes. Da qui, zigzagando per le colline e lungo i laghi, attraversano il Carrué Piccolo e il Carrué Grande. Passano i laghi Hermoso, Villorino, Torrentoso, Faulkner, Espejo Grande, Nahuel Huapi, Mariquina e arrivano a Bariloche, Puerto Blest, Puerto Alegre. Attraversano la frontiera cilena a Laguna Fría. 10 febbraio 1952 circa – Entrati in Cile, imbarcano la moto su una lancia e attraversano il lago Esmeralda, sbarcando a Petrhue. La moto dà segni di stanchezza (hanno già percorso 2600 km.); la caricano su un camioncino e raggiungono Osorno e Valdivia. Fonte: http://www.italia-cuba.it/associazione/mostre/che/pagina_006.htm

Ernesto Guevara ha 23 anni, studia medicina. Alberto Granado di anni ne ha 29, è laureato in biologia. Partono da Buenos Aires in sella a una Norton 500 del 1939, “la poderosa”. Argentina, Cile, Perù, Colombia, Venezuela. Otto mesi. Persone e luoghi. Un continente diverso dal previsto. Le miniere di rame cilene e le condizioni dei minatori. L’Amazzonia peruviana e il lebbrosario di San Pablo. La Colombia, le manifestazioni giovanili, l’arresto. Il Venezuela, Granado che si ferma per fare il ricercatore. Si sveglia il germe degli uomini che diverranno più tardi. Si definisce il percorso etico e politico al quale dedicheranno la vita. In quel viaggio due giovani uomini trovano il loro posto nel mondo.

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