Giustizia, fissato il 10 marzo Consiglio dei ministri straordinario

3 Mar

AGGIORNAMENTO DEL 10 MARZO:

Giustizia, dal Cdm ok alla riforma

Il ministro Guardasigilli Angelino Alfano, che ha garantito che su alcuni punti non si interverrà con mano pesante, illustrerà il progetto di riforma, anche costituzionale, del sistema giudiziario

Per Pdl e lega la priorità assoluta è la riforma della giustizia

ROMA – È stato fissato per giovedì 10 marzo alle 9,30 un Consiglio dei ministri straordinario sulla giustizia, durante il quale il ministro Guardasigilli Angelino Alfano illustrerà la riforma, anche costituzionale, del sistema giudiziario.

La data è arrivata dopo che Alfano ha riferito sugli aggiornamenti fatti al ddl di riforma costituzionale nel corso di incontri avuti sia con la Lega sia con i ‘tecnici’ della giustizia del Pdl riuniti ieri alla Camera. Separazione delle carriere di giudici e Pm; Csm diviso in due (uno per i Pm l’altro per i giudici); Alta Corte di disciplina esterna a Palazzo dei Marescialli; principio di responsabilità dei magistrati in Costituzione; inappellabilità delle sentenze di assoluzione: questi i capisaldi della riforma confermati nel corso delle riunioni di questa settimana.

Rispetto a ipotesi più radicali circolate negli ultimi giorni, il Guardasigilli ha ieri assicurato che su alcuni punti non si interverrà con mano pesante: l’obbligatorietà dell’azione penale resterà (“non c’è alcuna possibilità che l’articolo 112 della Costituzione sia cancellato”) anche se – ha aggiunto – “stiamo valutando se intervenire con legge ordinaria per regolamentarne le modalità”; nessun intervento sulla Corte Costituzionale o su eventuali maggioranze qualificate cui aveva fatto riferimento lo stesso premier Berlusconi per dichiarare l’illegittimità di una legge (“non se ne è parlato e – ha specificato Alfano – non faceva parte della mia relazione”). Infine, niente presidenza del Csm dei Pm affidata al ministro della Giustizia (“da parte mia questa è un’ipotesi esclusa”) ma la possibilità che questa vada al Procuratore generale della Cassazione o al Presidente della Repubblica, oppure a un procuratore generale ‘ad hoc’ votato dal Parlamento.
Alcuni nodi devono essere ancora definitivamente sciolti prima del Cdm della prossima settimana. Le diverse ipotesi in campo che per Alfano “hanno tutte diritto di cittadinanza” riguardano in particolare la composizione dei due Csm (un terzo ‘togati’ e due terzi ‘laici’ oppure metà e metà?) e la maggiore partecipazione del popolo all’amministrazione della giustizia richiesta dalla Lega. Su quest’ultimo punto si sta valutando la modifica dell’art. 106 della Costituzione in modo da prevedere la nomina elettiva di magistrati onorari alle funzioni di pm, ma anche l’eventuale elezione dei capi degli uffici giudiziari, sempre per andare incontro alle richieste del Carroccio

 


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