Silvio Forever: autobiografia (non autorizzata) del premier, il trailer

27 Feb

Nato dal frenetico e caustico montaggio di tutte le principali apparizioni di Berlusconi degli ultimi 40 anni, il documentario esce nelle sale il 25 marzo. A realizzarlo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con Roberto Faenza e Filippo Macelloni.

 

Arriva nelle sale italiane il 25 marzo la prima “autobiografia” (rigorosamente non autorizzata) di Silvio Berlusconi. A realizzarla, nel più assoluto segreto, quattro uomini che, come carbonari, si sono messi a montare immagini d’archivio degli ultimi quarant’anni per ricostruire la vita e la carriera del Cavaliere, partendo proprio dalle sue stesse parole e della sue apparizioni televisive. Le menti dietro al progetto sono i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, già autori di bestseller come La Casta e La Deriva, e i registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni. Come in un lunghissimo blog sul grande schermo, il film non presenterà nessun contributo originale, ma sarà esclusivamente un lavoro di recupero e montaggio di materiale già esistente.

Il trailer (che potete vedere qui sopra) parte con un’intervista a Rosa Berlusconi, la madre del premier, e continua mostrando materiale d’archivio, in cui un giovane Cavaliere scherza con l’intervistatore. E poi via via, dai passaggi da Bruno Vespa fino alle sedute in parlamento, tutti i momenti storici (e non) che hanno trasformato Berlusconi in “uno strepitoso personaggio della commedia dell’arte, capace di offrire miriadi di spunti per un’avventura cinematograficamente immaginale.”
“Piaccia o non piaccia” si legge nella presentazione del progetto “nessuno è più rappresentativo dell’Italia di oggi quanto il Cavaliere. Destinato per le sue gesta, che mandano in delirio chi lo adora e fanno inorridire chi lo detesta, a rappresentarci in patria e all’estero per molto tempo”.

L’operazione non è certo una novità per Roberto Faenza, che nel 1977 realizzò, con lo stesso metodo, Forza Italia, un film sulla parabola politica e morale della Democrazia Cristiana dal dopoguerra fino agli anni di piombo. Nessun commento fuori scena o immagini aggiunte: l’effetto caustico (che costò più di un ritiro dalle sale alla pellicola) veniva raggiunto soltanto grazie a un abile lavoro di montaggio tra diverse scene. 


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