Il cadavere di Yara Gambirasio rinvenuto in un campo nel Bergamasco

26 Feb

MILANO – In un campo a Chignolo d’Isola, in provincia di Bergamo, è stato trovato il cadavere in stato di decomposizione di Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate Sopra lo scorso 26 novembre. Il corpo della tredicenne è stato rinvenuto sabato pomeriggio da una persona del luogo che stava provando un aeromodello telecomandato. Il riconoscimento è stato possibile grazie a un portachiavi e ad alcuni brandelli degli abiti che la ragazza indossava il giorno della scomparsa. La polizia scientifica e il medico legale stanno effettuando i primi rilievi sul cadavere.

RITROVAMENTO – Il ritrovamento è stato effettuato in un campo in via Bedeschi, nella zona industriale tra Chignolo d’Isola e Madone, a pochissima distanza da dove, lo scorso 16 gennaio, era stato commesso un omicidio al termine di una rissa tra clienti di una discoteca.

Ora che il corpo è stato trovato, ora che gli inquirenti hanno accertato che è il suo il cadavere rinvenuto per caso nelle campagne Chignolo, è il momento delle lacrime. "Addio piccolo angelo", "Riposa in pace", si legge tra i commenti sul social network. Ma i pensieri di chi per tre mesi ha tenuto viva la speranza vanno anche ai suoi familiari: "Sarà un duro colpo per i suoi fratelli", "Un abbraccio ai genitori". Per chi ha compiuto quel terribile gesto la condanna è unanime, i toni a volte diventano duri, comprensibilmente: "Che possiate passare le pene dell'inferno", "Maledetti assassini". I messaggi su Facebook arrivano a migliaia. Sulla pagina del "Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio" attivata a poche ore dalla scomparsa, sulla pagina "Un pensiero per Yara Gambirasio", nata pochi istanti dopo il ritrovamento del corpo.

LA VICENDA – Yara scomparve nel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010 all’uscita dal palasport del paese. Le sue tracce svaniscono intorno alle 18,30 e già 15 minuti dopo il suo cellulare non dà più segnali. Un vicino racconta di aver visto la ragazzina parlare con due uomini vicino a un’auto, ma gli inquirenti lo ritengono inattendibile. Inizia subito una grande mobilitazione per le ricerche di Yara: volontari e forze dell’ordine battono il Bergamasco palmo a palmo, senza risultati mentre si moltiplicano le notizie di persone che dichiarano di aver visto Yara nei posti più disparati e i «veggenti» che assicurano di sapere dove si trova il cadavere. Il 5 dicembre un giovane marocchino, che lavora nel cantiere dove si erano concentrate le ricerche, viene fermato su una nave diretta in Marocco, ma dopo gli accertamenti risulta del tutto estraneo ai fatti. Decade anche la pista di un ricatto della camorra nei confronti del padre di Yara. Il 28 dicembre i coniugi Gambirasio rivolgono un appello ai sequestratori e il 15 gennaio chiedono il silenzio stampa. Il 26 febbraio, purtroppo, il triste esito: nei pressi di Chignolo d’Isola avviene il ritrovamento del cadavere di Yara. 

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