Pordenone, incastra i ladri con le fotografie

12 Feb

Con due scatti fotografici ha incastrato i ladri. Il resto lo hanno fatto i carabinieri della Compagnia di Sacile, che da dieci notti il capitano Pier Luigi Grosseto aveva disseminato tra Aviano e Pasiano di Pordenone per fermare le bande dei videopoker. Stefano Venchi, titolare del Bar Meschio di Fratta, locale di cui fa parte anche il Ristoro San Simon, alle 2.30 dell’altro ieri notte si è accorto dell’intrusione, ha preso la macchina fotografica e ha cominciato a scattare. Nonostante l’adrenalina alle stelle è riuscito a immortalare una mano con un particolare importantissimo: un anello con dei brillantini, come quello che portava uno dei cinque giovani successivamente arrestati. Si tratta di Christian Da Riol, 36 anni, operaio di Sacile; Alex Scarpat e Alex Pavan, entrambi ventiquattrenni di Fontanafredda; Nicola Della Gaspera, ventenne di Fontanafredda e Marika Benvenuto, trentenne di San Vito, che era convinta di aver accompagnato il gruppo a trovare gli amici.
Erano arrivati a Fratta a bordo di una Mercedes guidata dalla donna. Alcuni sono clienti del bar. In due sono scesi, sono entrati nel cortile del locale, qualche coccola al cane e poi hanno approfittato di una finestra chiusa male. Alcuni rumori hanno attirato l’attenzione di Venchi, che è sceso, ha scattato le foto e poi ha chiamato i carabinieri. I militari di Sacile e Aviano hanno inseguito la Mercedes lungo la nuova bretella autostradale, che si sta rivelando un’ottima di via di fuga per i malintenzionati. A bordo erano in tre: non c’era altro da fare che collaborare. Mentre venivano arrestati, i carabinieri si sono messi al volante della Mercedes e hanno raggiunto San Michele, dove la banda si era data appuntamento nel caso qualcosa fosse andato storto. Tutti sono stati puntuali, compresi i carabinieri che hanno finto di essere i complici. Si erano già divisi il bottino di 500 euro, recuperato a metà, perchè uno sostiene di averlo buttato nel timore di essere rintracciato.
Il pm Annita Sorti, valutati gli atti, ha chiesto che tutti e cinque fossero processati per direttissima. Con le facce ripulite da piercing e orecchini, ieri sono comparsi davanti al giudice monocratico Monica Biasutti. Tutti e cinque gli arresti sono stati convalidati. Per Da Riol (avvocato Aldo Masserut) e Scarpat (avvocato Luca Malacart) il pm aveva chiesto che fosse applicata la misura cautelare in carcere, perchè hanno dei precedenti. Il giudice, alla luce dell’immediata collaborazione, ha applicato una misura meno afflittiva: gli arresti domiciliari. Sono stati invece scarcerati gli altri tre complici (sono difesi dagli avvocati Danilo De Vito, Fabio Celant e Alessio Console Pentrelli). L’udienza è stata rinviata per consentire ai legali di valutare riti alternativi ed eventuali risarcimenti. Se ne riparlerà il 21 febbraio.
Per i carabinieri il capitolo non è chiuso. Ci sono almento 20 furti, concentrati nel territorio della Compagnia di Sacile, che sono stati perpetrati con le stesse modalità, cioè approfittando di finestre chiuse male o di porte scassinabili con un semplice cacciavite, unico arnese da scasso sequestrato alla banda. Adesso cominceranno le comparazioni di impronte digitali e, dove è possibile, del Dna.

Cristina Antonutti


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