Venezia, “zitti zitti” i leghisti vogliono Lele Mora per il rilancio del Lido: “Bando ai falsi moralismi”

8 Feb

 

“Il Lido ha bisogno di personaggi così,

di indubbio spessore professionale”

Lele Mora, da Arcore al Lido


(Sara Tommasi accusa Mora
“Drogava le ragazze”)

Secondo Vianello  (Municipalità del Lido)

solo l’amico di Fede e Berlusconi

è in grado di organizzare sfilate di Armani e Versace

Lele Mora

 


Naturalmente gli incontri non hanno luogo a Venezia.  Cenette clandestine, vedi mai che se accorga qualcuno, venerdì 28 febbraio in quel di Dese, martedì  1 febbraio  pranzo al ristorante “Al Tezzon”, albergo cinque stelle, in una vecchia barchessa di Camposampiero.

Insieme a Lele Mora e al suo staff, una serie di imprenditori veneti. Probabilmente non è stata un caso, la scelta di due appuntamenti fuori Venezia, per non dare troppo nell’occhio. Le voci, però, circolano. E così si è saputo che venerdì, al tavolo dei commensali, c’erano anche, pur come semplici uditori e a titolo personale, il presidente della municipalità del Lido, Giorgio Vianello, affiancato da Gianluca Sabbadini, consigliere del Pdl, ovvero colui che lo ha sostenuto nell’intera trattativa. Poi, delegato da Vianello, a Camposampiero è tornato solo Sabbadini, visto che il presidente doveva presenziare, in mattinata, ad un funerale. Un Sabbadini che è tornato a casa entusiasta, difendendo la sua scelta: «Questo è il modo migliore per contrastare la crisi: ne avrà beneficio tutto il territorio, senza alcun costo per la municipalità, se poi anche i nostri imprenditori vorranno collaborare saranno i benvenuti. Un plauso va al presidente Vianello, che per primo ha creduto in questo progetto».

Una posizione lontanissima dalla linea che il suo partito aveva espresso nelle scorse settimane, sia con il coordinatore comunale, Michele Zuin, che con quello locale, Matteo Bognolo. «La linea del partito non è cambiata – ha ripetuto ieri quest’ultimo – consideriamo poco opportuna, in questo momento, una possibile collaborazione con Mora». A prenderla malissimo, però, è stato soprattutto il vicepresidente della municipalità, Andrea Bodi, il primo a dissociarsi da un possibile arrivo di Mora, che ora ne fa una questione di credibilità personale. Sia Bodi che Bognolo, tra l’altro, hanno saputo dell’incontro tra la «L.M. Production» e gli esponenti della municipalità solo dalle pagine del Gazzettino di ieri. Un motivo in più di irritazione.

Lido di Venezia: «Gli hotel ora puntano su Mora»

Gli albergatori del Lido spalancano le porte a Lele Mora. A dare il benvenuto nell’isola al chiacchierato manager, è stato il presidente dell’Atav, Flavio Carraro. «Lo aspettiamo al Lido a braccia aperte – esordisce Carraro – al di là delle vicende private, che non ci interessano, il Lido ha bisogno di personaggi così, di indubbio spessore professionale, che, con le loro conoscenze portino al Lido eventi e dimostrino la volontà di puntare sul Lido e di avere grandi progetti. Da parte nostra siamo pronti a dare tutta la collaborazione che servirà».

Dunque grande entusiasmo tra gli albergatori che scendono in campo per difendere la proposta. «Avere Mora al Lido sarebbe un “colpo” eccezionale – prosegue il presidente Atav – speriamo che la trattativa vada in porto, noi faremo la nostra parte con entusiasmo. Il Lido necessità di entusiasmo, di novità e di grandi eventi”. Parole che sono musica per le orecchie del presidente Giorgio Vianello e del consigliere Gianluca Sabbadini, che hanno portato avanti la trattativa, anche tra polemiche e dissidi interni.

Vianello stesso ha anticipato anche un’altra novità: tra gli appuntamenti che porterà nell’isola la «L.M. Production» ci saranno anche due sfilate di moda con Giorgio Armani e Versace. «Mora è uno di serie A nel suo ambito – ha ribadito Vianello – porterà sfilate di moda di Armani e Versace. Nel suo lavoro è una persona molto serie, e un numero uno, il resto non mi interessa. So che verrò attaccato, da più parti, ma questo non mi interessa: ho le spalle larghe, sono cristiano e il mio modo di comportarmi è quello di non giudicare nessuno. Non esprimo giudizi sulle persone, ma valuto le proposte. Così ho fatto anche stavolta, e sono con la coscienza a posto. Sono tranquillo». Dunque la cena del venerdì sera a Dese, ed il pranzo «Al Tezzon» di Camposampiero hanno rafforzato questo rapporto tra Lele Mora e la municipalità del Lido e Pellestrina. «Ragioniamo – chiude Vianello – sulla qualità della proposta, non sulla moralità delle persone perché non siamo nessuno per poterlo fare. Ed ora che ho tutto il programma, lo presenterò al consiglio». In difesa di Lele Mora, e della scelta di Vianello, è tornato a parlare anche l’avvocato Francesco Mario d’Elia, con l’associazione «Venezia Libera», che domenica aveva definito la bufera del Pdl, falsi «moralismi». «Ben venga – annota d’Elia – se ci sono persone che, con i loro contatti, vogliono ancora rilanciare questa “povera” isola, ormai distrutta e depauperata di tutto. Con Mora basterà avere «patti chiari e amicizia lunga».

L’assessora Agostini: «Nessuno spazio a Mora»

Era già intervenuta nei giorni scorsi, ma dopo il “passaggio” di Lele Mora e i giudizi entusiastici degli albergatori del Lido, ha deciso di tornarci sopra. Tiziana Agostini, assessore alle Attività culturali non lascia nulla di intentato. La presenza di Mora al Lido non gli va proprio giù. «Che c’azzecca Lele Mora con il rilancio del Lido? – sbotta – É evidente che a guadagnarci non è nè il Lido nè Venezia, ma solo Mora, una persona discussa e in grave crisi di immagine. Peraltro, è bene ricordare che proprio nei giorni scorsi, Cortina l’ha ritenuto “persona non gradita”. Così, persa la sponda dolomitica, ora punta tutto su quella lagunare». Agostini rilancia il tema dello sfruttamento dell’immagine di Venezia rivolgendosi al presidente della Municipalità del Lido che ha lanciato la proposta di Mora. «Non è accettabile legare l’immagine di Venezia a questa vicenda. Farò di tutto per negare anche un solo spazio pubblico comunale a Mora e ai suoi sostenitori, vedo solo un danno».

Anche il sindaco Orsoni è intervenuto sulla vicenda. «Lele Mora è sicuramente un ottimo organizzatore di eventi. Ma riguardo ad un suo coinvolgimento al Lido occorre essere cauti. Personalmente non ne sarei troppo favorevole. Se la sua presenza possa portare un effettivo rilancio del Lido, questo dipenderà essenzialmente da che tipo di eventi si intendono organizzare in concreto. In questo momento si deve tener conto che Lele Mora è un personaggio molto discusso e chiacchierato».

In consiglio di municipalità il Pd attacca. «Un presidente di municipalità – spiega il capogruppo, Angelo Ghezzo – quando si muove non può dire di farlo a titolo personale. Rappresenta sempre l’istituzione. Privati possono organizzare ciò che credono, dove vogliono, ma in questa vicenda è stata disattesa la voce del consiglio che si era espresso per soprassedere e non proseguire nella trattativa. Capisco l’imbarazzo del Pdl, ma sono loro che, essendo maggioranza, devono fare gli atti conseguenti alla dissociazione. Da parte nostra ribadiamo che non basta non dare soldi, la municipalità non dovrebbe nemmeno autorizzare il patrocinio». Il Coordinamento delle associazioni lidensi, infine, ha annunciato di essere pronto ad una raccolta di firme per chiedere di non far arrivare Mora al Lido.


Di cosa è capace la lega NORD

Venezia da Mann a Mora

Da Thomas Mann a Lele Mora: di cosa non è capace la Lega Nord ? L’ultima pensata è stata quella di affidare al “manager” delle signorine “grandi forme” del Bunga Bunga di Arcore e palazzo Grazioli, noto uomo di cultura, il “rilancio” del Lido di Venezia. Altro che Luchino Visconti e il “culturame comunista”!

Mentre il ministro per la complicazione Roberto Calderoli si è distratto un momento e ha sbagliato ad abrogare una norma di un regio decreto del 1904 “statalizzando” così in nome del federalismo il Canal Grande e mentre prosegue l’inchiesta sulle gesta della cricca della Protezione civile nella realizzazione del nuovo palazzo del Cinema, è scattata l’operazione Mora. Il presidente leghista della Municipalità del Lido e Pellestrina Giorgio Vianello ha reclutato il protagonista di quella che è stata definita “mignottocrazia” per un mirabolante programma di eventi nei luoghi di “Morte a Venezia”, che naturalmente non trascura l’utilizzo di un superbo cast di modelle.

“Il Lido ha bisogno di rilancio e di eventi mediatici  –  ha spiegato questo Vianello  –  che attirino l’attenzione generale. Chi è che al Lido potrebbe portare sfilate con i grandi nomi della moda, concerti di Bob Sinclair e Fabri Fibra, idoli dei giovani d’oggi ? E poi parliamo di dirette quotidiane dalla spiaggia del Blue Moon con Rtl, radio di livello nazionale, la notte bianca, il torneo di tennis coi calciatori di serie A”. E chissà che non scenda in campo anche Emilio Fede. Un programma di eventi degno di Rimini.

Gli albergatori esultano soprattutto per la sfilata di lingerie Yamamai. Chissà che per mostrare i nuovi push-up Lele non assoldi persino Ruby. Ma il bello è che persino i berlusconiani locali hanno preso le distanze dal progetto leghista: “Un’iniziativa personale dei lidensi che non ha nulla a che fare con il Pdl”, ha avvertito il capogruppo in consiglio comunale Michele Zuin. Così le cose sono degenerate al punto che nel nome di Lele Mora il Caroccio minaccia la crisi della Municipalità del Lido e Pellestrina. “Basta, siamo stanchi di essere sbeffeggiati dal Pdl, non accettiamo diktat su Lele Mora”, ha tuonato il capogruppo a Cà Farsetti Alberto Mazzonetto  “O è così, oppure siamo pronti a rompere l’alleanza con il Pdl e andiamo tutti a casa”.

Si  attendono adesso, in nome del federalismo, le direttive del sempre più rissoso Politburo leghista, da Giampaolo Gobbo, segretario “nazionale” della Liga Veneta, al governatore Luca Zaia, e, su su, fino al ministro dell’Interno Bobo Maroni e a Lui. Chissà che in questa helzapoppin lagunare e italica il Senatur non decida di staccare la spina a Berlusconi e al governo. Non contro, ma in difesa del “fornitore di fiducia” Lele.
a.statera@repubblica.it

 

4 dicembre 2010

Cortina «vietata» per Lele Mora
Il sindaco: «Il suo circo non è gradito»

Franceschi: «I suoi personaggi e il suo circo sono molto distanti dal nostro target». E al Lido di Venezia la sua presenza scatena la bagarre nel centrodestra

BELLUNO – «Il signor Lele Mora e il suo circo, che frequentano Cortina da oramai 10 anni, sono persone non più gradite». Lo afferma il sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi risentito per l’annuncio di un veglione di Capodanno e di altri eventi promossi dal talent scout veronese all’hotel Savoia. Franceschi ricorda che «12 mesi fa lo stesso Mora era stato multato e allontanato per un abuso edilizio realizzato in pieno centro». In quel caso si trattava di una casetta di legno realizzata in pieno centro per raccogliere fondi per progetti umanitari in Bolivia. Franceschi, riferendosi ad una serie di pubblicità in internet, sottolinea di aver già preso contatti con i partner di Mora nella cittadina dolomitica. E che «oltre a ciò – avverte il sindaco che ha stigmatizzato le iniziative anche con il titolare dell’hotel che dovrebbe ospitare la festa – nel corso della prossima seduta di Giunta, proporrò di intraprendere un’azione legale per l’utilizzo improprio del marchio di Cortina che viene associato ad un evento che si svolgerà in buona parte fuori dai confini comunali e con dei personaggi molto distanti dal nostro target».

Lele Mora sgradito anche al Lido di Venezia, dove l’agente ha intenzione di organizzare la prossima estate una serie di eventi. Il sopralluogo che Lele Mora ha infatti compiuto recentemente sull’isola insieme al presidente della Municipalità del Lido, il leghista Giorgio Vianello, e a un consigliere Pdl ha scatenato una bufera anche all’interno della stessa maggioranza. Il vicepresidente del Popolo della Libertà Andrea Bodi si è dissociato dall’iniziativa e l’intero centrosinistra ha duramente attaccato Vianello: «Contattare personaggi del genere, inquisiti tra l’altro per favoreggiamento della prostituzione, non fa certo bene al Lido». (Ansa) 



 

 


Per “The Spilimbergo Post”, Sid Hudgens

Il cronista Sid Hudgens sulle tracce di Lele Mora

 


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