Masi e il contratto alla velina preferita da Silvio – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it

8 Feb

LA POLEMICA

Per la valletta lituana favorita da Silvio
Masi inventa il “contratto ad personam”

Un accordo-monstre firmato direttamente dal direttore generale della Rai perché la direzione del settore risorse si era rifiutata di sottoscriverlo. Un curriculum scheletrico e una richiesta di 1500 euro a puntata per “Il Lotto alle otto” condotto da Timperi

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MILANO – Un contratto ad personam per la valletta lituana prediletta di “papi”. Un contratto-monstre. Firmato direttamente dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. Perché la direzione del settore risorse televisive, di fronte a una richiesta economica ritenuta a dir poco esosa, si era rifiutata di sottoscriverlo: dando parere negativo non una, ma ben tre volte. Lei è Rasa Kulyte, per le amiche Giada, ex miss Lituania ingaggiata come “dea della fortuna”, nel 2010, per la trasmissione “Il Lotto alle Otto” su Rai2. Giada è ospite alle feste di Silvio Berlusconi: sia a Arcore che a Palazzo Grazioli. Nelle carte del Rubygate il suo nome spunta qua e là, è definita dalle altre ragazze “una del giro di Roma”, una “intima” che “… ti è passata davanti”. 

Repubblica qualche giorno fa ne ha svelato l’identità 1. E ha raccontato che Giada è una delle ragazze che animano le serate nella residenza romana del premier con dei balletti a metà tra il Bagaglino e il Lidò. Quando nel 2010 le si prospetta un contratto in Rai, il curriculum della Kulyte, bionda, occhi azzurri, racconta pochino: la ragazza non parla una lettera di italiano, al suo attivo ha la fascia di miss Lituania e il terzo posto a Miss European Union 2006. Ma come “dea della fortuna”, evidentemente, può funzionare.

Al “Lotto alle Otto” – che segue in diretta l’estrazione delle ruote di Roma, Milano e Napoli – la affiancano a Tiberio Timperi e il suo volto va in onda, assieme a Jasmine Gigli e Stefania Orlando, ogni sera dall’8 febbraio 2010 dalla sala dei Monopoli di Stato

L’ingaggio della soubrette nella televisione pubblica risulta però assai complicato. Lo racconta Nino Rizzo Nervo, consigliere di amministrazione Rai. “La storia è iniziata così. Masi chiede al settore risorse televisive di fare un contratto a questa ragazza. Lei chiede 1.500 euro a puntata. Una cifra che appare spropositata visto che il conduttore del programma, Timperi, guadagnava 400 euro. La direzione del settore competente respinge la richiesta e non fa nessun contratto”. A quel punto inizia un’estenuante trattativa tra lo stesso direttore generale, Masi, e chi si deve occupare di formalizzare l’ingaggio di Rasa Kulyte. “Si scende a 1200 euro – ricorda Rizzo Nervo – ma la risposta è ancora: picche. Masi insiste e si arriva a 300 euro”.

La direzione risorse non cambia orientamento: la cifra è ritenuta comunque sproporzionata rispetto al compenso del conduttore. Se quest’ultimo guadagna 400 euro a puntata, è anomalo che a una valletta sconosciuta – per di più con un curriculum scheletrico – ne vadano 100 in meno. Risultato: “Di fronte all’ennesimo rifiuto dell’ufficio, Masi decide di firmare direttamente il contratto. Una pratica a dir poco anomala” – aggiunge Rizzo Nervo. In effetti con il suo blitz il direttore generale scavalca la direzione del settore competente per i contratti. Che aveva opposto un ripetuto rifiuto alle pretese della Kulyte. Ma tant’è, l’ex miss lituana sbarcò su Rai2. Almeno si è evitato che guadagnasse come una neo star del piccolo schermo.

La vicenda della “papi girl” ricorda, in parte, quella della regista-attrice-imprenditrice bulgara Michelle Bonev, un’altra amica di Silvio Berlusconi premiata alla Mostra del Cinema di Venezia con un riconoscimento creato ad hoc dal ministero della Cultura per il suo film Goodbye Mama. La pellicola è stata finanziata da Rai Cinema con 1 milione di euro. Anche in quel caso la richiesta di acquistare i diritti del film (dalla società della Bonev) era arrivata, nel 2009, da Masi. “Perché la Rai lo ha voluto comprare bisogna chiederlo a loro – dichiarò l’ex a. d. di Rai Cinema, Caterina D’Amico – io ho solo eseguito ciò che mi è stato chiesto dal direttore generale”. 


 


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