Spilimbergo, la gestione contabile disordinata dei gemelli Teia e 1,8 milioni di euro “congelati”

2 Feb

RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino

 

Il negozio dei gemelli Teia in via Savorgnan a Spilimbergo

SPILIMBERGO, 1 febbraio – Non si occupava della gestione amministrativa della ferramenta, non emetteva fatture, nessun contatto con le banche e nessun contatto con i clienti. Claudio Teia, fratello di Tullio, i commercianti spilimberghesi raggiunti da una misura cautelare in carcere per presunti reati finanziari, ha spiegato al gip quale fosse il suo ruolo all’interno del negozio gestito in via Savorgnan. Le sue dichiarazioni non smentiscono il fratello. Ha anche riferito che a novembre, quando la Guardia di finanza evidenziò delle irregolarità, gli impose di chiudere l’attività finchè non sarebbe stata fatta chiarezza. L’interrogatorio di garanzia è stato fatto ieri mattina, a Tolmezzo, per rogatoria. Il gip Patrizia Botteri dovrà ora valutare gli atti e, una volta sentito il parere della Procura, decidere se mantenere le misure cautelari o se scindere le due posizioni.
Claudio Teia ieri aveva al suo fianco l’avvocato Alberto Cassini, che assieme al collega Luca Spinazzè difende anche il fratello Tullio. «L’unico modo per fare chiarezza – ha riferito Cassini – è leggere con attenzione le carte e dare la corretta interpretazione. Sono state trovate tutte. Nulla è stato distrutto». Il legale ha anche escluso tentativi di inquinamento delle prove. Fa piuttosto riferimento a una gestione contabile disordinata, che dovrà essere analizzata correttamente. E i soldi in contanti trovati nel freezer di un’abitazione dei fratelli Teia? Accantonati dopo aver smobilitato dei titoli, frutto di risparmi sedimentati nel tempo. Tullio Teia ha già dato al giudice la disponibilità a ricostruire la contabilità, ma per entrare nei dettagli ha bisogno di avere la documentazione sotto mano.
La Procura contesta l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente e l’ipotesi di distruzione di documentazione contabile.

 


Fatture false

 

SPILIMBERGO, 31 gennaio -«I miei assistiti non hanno distrutto documenti. Vero, invece, che la contabilità era sparsa. C’era disordine». A parlare l’avvocato Alberto Cassini che con il collega Luca Spinazzè difende Tullio e Claudio Teia, 52 anni, i due fratelli gemelli di Spilimbergo, titolari della “Nuova Ferramenta” raggiunti l’altro giorno da una misura cautelare. Le ipotesi di accusa riguardano reati finanziari. Tra i capi di imputazione sui quali la Procura sta cercando di fare chiarezza (l’indagine è portata avanti dalla Guardia di Finanza), l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti quantificate in quasi 10 milioni di euro e l’eventuale distruzione di documenti contabili. Il legale eccepisce l’ammontare. «Le contestazioni – spiega Cassini – sono legate a circa un decimo della cifra indicata, intorno al milione di euro. Per una parte delle fatture sono già stati sentiti i clienti che hanno confermato la regolarità, per un’altra parte l’accusa ritiene che possano essere state gonfiate le fatture e poi, sempre secondo la Guardia di Finanza, ci sarebbero altre operazioni inesistenti». Venerdì scorso è stato interrogato in carcere a Pordenone Tullio Teia. «Ha tenuto un comportamento leale e collaborativo – ha spiegato ancora Cassini – spiegando di essere in grado di ricostruire nel dettaglio le operazioni contestate. Ovviamente per alcuni passaggi ha bisogno della documentazione per avere contezza esatta. Da ricordare anche – conclude Cassini – che i due fratelli da quando è partita l’indagine hanno deciso autonomamente di chiudere il negozio proprio per dimostrare la loro volontà di chiarire subito tutto». Tullio Tea avrebbe anche scagionato il fratello, spiegando che il contabile del negozio era lui e che Claudio si occupava invece della organizzazione della ferramenta. Era Tullio, insomma, ad andare in banca e a occuparsi delle questioni contabili. Avrebbe anche fatto presente che la grossa cifra trovata in un freezer (si parla di circa un milione e 800 mila euro) erano i soldi necessari per le operazioni finanziarie del negozio e che da qualche tempo aveva anche monetizzato una parte dei titoli. Oggi nel carcere di Tolmezzo ci sarà invece l’interrogatorio di Claudio Teia. Resta il fatto che ha Spilimbergo l’arresto dei due fratelli molto conosciuti nella cittadina del mosaico, ha destato scalpore.

 

I gemelli in cella

SPILIMBERGO, 30 gennaio – Tullio e Claudio Teia, 52 anni, fratelli gemelli titolari della Nuova Ferramenta di via Savorgnan, sono stati sottoposti a misura cautelare in carcere. L’ordinanza emessa dal gip Patrizia Botteri, su richiesta del pm Federico Facchin, è stata eseguita giovedì mattina: i finanzieri non sono passati inosservati. Le ipotesi di accusa riguardano reati finanziari. Tre i capi di imputazione contestati e sui quali la Procura sta cercando di far chiarezza: l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti quantificate in quasi 10 milioni di euro; l’eventuale distruzione di documentazione contabile e presunte dichiarazioni fraudolente.
Tullio Teia è in carcere a Pordenone e venerdì mattina ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia. Al suo fianco c’erano gli avvocati Alberto Cassini e Luca Spinazzè. Non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anzi, al giudice ha fornito alcune spiegazioni riservandosi ulteriori chiarimenti. Claudio Teia, difeso da Cassini, è stato invece accompagnato a Tolmezzo, dove domani sosterrà l’interrogatorio di garanzia.
Sono coinvolti in un’indagine della Guardia di finanza di Spilimbergo che sarebbe nata da un controllo di routine. Ad attirare l’attenzione delle Fiamme Gialle sarebbe stato l’oggetto di alcune fatture: riguardavano forniture di materiale edile ritenute esagerate per il giro d’affari della ferramenta. Successivi accertamenti e controlli incrociati con la banca dati dell’Anagrafe tributaria avrebbero messo gli investigatori davanti a uno scenario importante, dove si ipotizza l’emissione di fatture fasulle per una decina di milioni di euro. Gli inquirenti stanno anche cercando di far chiarezza sul ritrovamento di 1,8 milioni di euro in contanti, recuperati nel freezer di una casa semiabbandonata durante un accesso domiciliare.



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