Pordenone, il “re del country” e un’amica intossicati dopo un party

24 Gen

Monossido: intossicati Friuli, ancora in camera iperbarica

Trovati ieri in fin di vita nel Pordenonese

(ANSA) – BUDOIA (PORDENONE), 24 GEN – Sono stazionarie, all’ospedale di Cattinara (Trieste), le condizioni delle due persone rimaste intossicate, nel pomeriggio di ieri, dalle esalazioni di monossido di carbonio mentre si trovavano in un agriturismo di Budoia (Pordenone). La coppia – Michele Sangion, di 39 anni, residente a Roveredo in Piano (Pordenone) e Veronica Semeraro, 21 anni, di Sacile (Pordenone) – e’ tuttora sottoposta ad alcune sedute di ossigenoterapia in camera iperbarica. Le condizioni della ragazza sono meno preoccupanti, mentre l’uomo e’ in condizioni piu’ gravi a causa delle esalazioni prolungate che lo hanno portato a perdere conoscenza, anche se non sarebbe in pericolo di vita. (ANSA).

 

Intossicati dal monossido di carbonio dopo il party del compleanno. È accaduto ieri a Budoia in Via Pedemontana Occidentale al civico 40, al confine con Aviano, e sulle cause indagano i carabinieri. In gravi condizioni il “re del country” l’organizzatore del Christmas western della Fiera, Michele Sangion, 39 anni di Roveredo e Veronica Semeraro, 21 anni di Sacile.
I due, ieri pomeriggio poco prima delle 16, sono stati trovati privi di conoscenza nella stanza dell’agriturismo “Al Ranch” dove si erano coricati ieri mattina alle 5 dopo una festa. Sono entrambi in ospedale. «Sabato sera – spiega Ivan Ceolin, uno dei soci titolari dell’agriturismo – avevamo festeggiato i 39 anni di Michele, compiuti il 18 gennaio. Poi i festeggiamenti sono proseguiti altrove e Michele e Veronica sono rientrati all’alba per riposarsi al ranch». Ma in quelle stanze, al piano superiore del “saloon” di Budoia, qualcosa non ha funzionato. Il caminetto? O i termoconvettori a gas Gpl? Queste le due ipotesi dei vigili del fuoco. A dare l’allarme lo stesso Ceolin. È stato lui, con la cuoca del saloon, ad accorgersi dell’emergenza: hanno sfondato la porta e aperto le finestre. Immediata la chiamata al 118. Al ranch autoambulanza e elisoccorso con i sanitari che hanno portato le prime cure. Michele, il più grave, non era cosciente. Veronica era sveglia, ma non rispondeva agli stimoli. Entrambi sono ricoverati all’ospedale di Trieste in camera iperbarica: la prognosi è riservata. Hanno respirato per chissà quanto tempo monossido di carbonio che, anche dopo aver arieggiato la stanza, era presente in altissima concentrazione (30 parti per milione quando la soglia accettabile è di 6-7 parti per milione). Sul posto anche i carabinieri del Radiomobile di Sacile che insieme ai vigili del fuoco hanno cercato di ricostruire quanto accaduto. I locali sono stati posti sotto sequestro. Il particolare “inspiegabile”, che in principio aveva fatto propendere per l’ipotesi della canna fumaria del caminetto sottostante è il fatto che in quelle stanze, che vengono utilizzate quotidianamente, ha dormito anche il cuoco del Ranch. Lui si è alzato di prima mattina e ha acceso il caminetto. Michele e Veronica invece non si sono mai alzati. Gli accertamenti dei pompieri alla fine hanno portato ai termoconvettori a gas delle stanze: forse solo quello degli intossicati era difettoso. O forse anche la caldaia. Le indagini faranno luce sulle esatte cause della fuga del micidiale monossido di carbonio.

da Il Gazzettino


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