L’intervista a Mara Carfagna «Gruppi di Potere nel PDL: Vado via Silvio non mi ha convinta»

22 Nov

Berlusconi non l’ha convinta?
«Il mio malessere non è recente, risale a un anno e mezzo fa circa: i coordinatori del partito ricorderanno bene che più volte mi sono rivolta a loro per sistemare una situazione campana molto tesa, una guerra tra bande dove vige la prepotenza e l’arroganza. Ho inviato anche diverse lettere ai vertici nazionali, Berlusconi compreso, per segnalare che si è agito in Campania in violazione delle norme dello statuto e per escludere coloro che fanno riferimento a me, addirittura sono state cambiate le regole e modificate la date su internet».

Alle regionali ha ottenuto un successo, 58mila voti: il partito non le è stato vicino?
«Sono scesa in campo su richiesta del premier. Una sfida difficilissima in cui ho messo la faccia mentre il Pdl ha pagato i costi della campagna di Alessandra Mussolini che non ha preso neanche un terzo dei miei voti. Questo è il motivo per cui la guerra contro di me è ripresa più forte».

Le hanno detto «Carfagna resta a Roma»?
«Ho 58mila persone che mi chiedono conto di cosa faccio per il territorio e non sono nelle condizioni di poter agire per loro».

Come incidere nella procedura per realizzare i termovalorizzatori?
«Nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri ho fatto presente la mia preoccupazione sullo scontro istituzionale tra Comune e Provincia di Salerno che rischia di portare alla paralisi assoluta compromettendo la realizzazione dell’impianto. Non posso permettere che una guerra di potere faccia saltare un’operazione di vitale importanza per la Campania con la conseguenza che, dopo Napoli, anche Salerno possa essere sommersa dai rifiuti. Di qui l’esigenza di affidare le procedure a un commissario nella persona del presidente della Regione, Stefano Caldoro, eletto nel Pdl e di indiscussa moralità e onestà. Ma quando il Consiglio dei ministri ha accettato la mia proposta, Cosentino, Cesaro e altri si sono ribellati minacciando di non fare entrare i deputati campani in aula per votare la Finanziaria. Ho incontrato il collega Iapicca arrabbiato perché non volevano farlo entrare».

C’è un gruppo di potere in grado di condizionare le scelte del governo?
«Da come è andata la vicenda rifiuti, prendo atto che la mia presenza è pressoché inutile, visto che mi viene impedita la possibilità di battermi a favore della legalità e della realizzazione di un’opera strategica per la mia regione. Questa è la considerazione amara che mi porta all’addio».

 

Leggi l’intervista integrale a Mara Carfagna

di Pietro Perone


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