Spilimbergo, al Miotto “Scemo di Guerra” con Ascanio Celestini

17 Nov

ASCANIO CELESTINI AL TEATRO MIOTTO DI SPILIMBERGO PER SONO SOLO MONOLOGHI

La rassegna continua venerdì 19 novembre alle 21 con Scemo di Guerra

Dopo il successo ottenuto con lo spettacolo di Flavio Oreglio, continua Venerdì 19 novembre alle 21.00 al Teatro Miotto di Spilimbergo la quarta edizione di Sono Solo Monologhi, la rassegna promossa dall’associazione culturale Il Circolo con il sostegno del Comune di Spilimbergo e di Fondazione Crup e il supporto di Folkest e Associazione Culturale Folkgiornale.

A salire sul palco sarà Ascanio Celestini con Scemo di guerra, opera che si snoda secondo una struttura descrittiva circolare, come un reticolo di storie individuali, di punti di vista che continuano ad incrociarsi, a sovrapporsi, a compattarsi, al pari della tessitura di un tappeto poco prezioso, ma molto utile.

Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino. L’ho sentita raccontare per trent’anni. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l’unica storia concreta sulla guerra.

Un’opera dedicata alla memoria di quanti si trovarono a vivere, in Italia, in una giornata in cui i destini e le vite di milioni d’italiani si capovolsero completamente. Una ricetta ben riuscita. Lungo il sentiero della narrazione balzano, di tanto in tanto, in primo piano gli occhi e lo sguardo attonito di un bambino (lo stesso attore-artifex), che impara a convivere con i rischi della guerra. L’attore-autore fa quindi da filtro, con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti dello spettacolo. L’attore in scena rappresenta sé stesso, anche quando parla in prima persona: è qualcuno che racconta una storia.

Attore, autore, regista, buon affabulatore, erede della tradizione del teatro di Dario Fo e Marco Paolini, Celestini conquista con arte e semplicità la platea. È considerato uno dei rappresentanti della seconda generazione del cosiddetto teatro di narrazione: i suoi spettacoli sono fatti di storie raccontate e sono preceduti da un lavoro di raccolta di materiale lungo e approfondito. A lui, cantore brechtiano, bastano una sedia, due frammenti minimi di parete e qualche luce per catturare il pubblico, raccontando una storia che ci riguarda da vicino, oggi come ieri. E a noi basta stare ad ascoltarlo. Lui, che da solo sa fermare il tempo. Lui che da solo fa scomparire tutto il resto. Lui, che, con le sue dense costruzioni poetiche, diverte e commuove.

L’ingresso intero è di € 20; il ridotto, di €18, è riservato ai minori di 18 anni, agli over 65 e ai soci de Il Circolo. Tutti i posti della platea sono numerati. Per informazioni e prenotazioni 0427/51230 o info@folkest.com.

Sono Solo Monologhi si concluderà poi sabato 4 dicembre con lo spettacolo Mai più soli di Angela Finocchiaro.


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