Fiducia sì, ma Berlusconi e Bossi sotto scacco: 304 voti più Fli e Mpa. Non c’è la maggioranza politica

29 Set

Senza i Finiani, in asse con l’Mpa, Lega e Pdl non hanno la maggioranza al Parlamento. Dovranno discutere e chiedere autorizzazione (ed essere moolto convincenti) per tutto: è finita l’autosofficienza di Silvio Berlusconi. Lo rileva anche Bossi, che pare rassegnato al fallimento dell’esperienza e diretto, voglioso, alle elezioni…

La domanda: Legge Bavaglio, Processo breve, quale sarà la loro sorte?

Domani bis Berlusconi al Senato, voto scontato
Seconda e ultima puntata domani a palazzo Madama della verifica parlamentare sul governo Berlusconi. Il voto di fiducia del Senato, dopo il risultato a Montecitorio, è scontato. I senatori eletti sono in tutto 315, ai quali si devono aggiungere i sei senatori a vita in carica: Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro, Sergio Pininfarina. In totale, dunque, un’assemblea di 321 parlamentari la cui maggioranza assoluta, 161 senatori, corrisponde esattamente al numero di senatori di cui dispongono Pdl (135) e Lega (26). Ai quali si aggiungeranno, secondo lo schema di Montecitorio, i voti del gruppo finiano di Fli (10 senatori) e dell’Mpa: Pistorio, Oliva e Bulgaretta. Probabile anche il sì dall’ex presidente Pd della vigilanza, Riccardo Villari, ora nel gruppo misto, e forse anche dell’ex governatore sicialiano Totò Cuffaro che, con Adriana Poli Bortone (da lei è probabile il voto contrario alla fiducia) fa parte del gruppo Udc-autonomie. Scontati, invece i no da Pd, Idv e Udc
19:45
Fli e Mpa decisivi per maggioranza
I voti del gruppo di Futuro e libertà e del Movimento per l’autonomia risultano decisivi per la maggioranza alla Camera. Senza il sì dei 34 deputati finiani e dei cinque del movimento di Raffaele Lombardo, infatti, il governo oggi non avrebbe ottenuto la fatidica ‘quota 316’, cioè la metà più uno dei componenti dell’assemblea di Montecitorio. Se ai 344 voti con cui l’esecutivo ha ottenuto la fiducia oggi si sottraggono quelli di Fli e Mpa, la maggioranza si ferma a 305
19:40
Tre deputati non sono riusciti a votare
Roberto Menia (Fli), Giancarlo Pittelli (Pdl) e Rocco Buttiglione (Udc) non sono riusciti a votare sulla fiducia. I tre deputati hanno fatto presente la cosa dopo la votazione: “Ero fuori per una dichiarazione alla stampa e non ho fatto in tempo. avrei votato a favore”, ha detto Menia. Pittelli, che pure lui avrebbe votato a favore, ha detto di “essere stato colto da un malore e per questo motivo è arrivato tardi in aula”. Stessa storia, ma per un voto contrario al governo, da parte di Rocco Buttiglione
19:36
Calearo si astiene, Mpa non vota
Il deputato Massimo Calearo si è astenuto sul voto di fiducia al governo. Alcuni esponenti di Mpa, invece, non hanno votato. Il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, si è presentata alla seconda chiama e ha votato sì
19:35
Bossi: numeri limitati
“I numeri sono limitati. La strada è stretta”: così Umberto Bossi, leader della Lega, commenta il voto di fiducia al governo Berlusconi alla Camera. “Nella vita è sempre meglio prendere la strada maestra. E la strada maestra era il voto. Ma Berlusconi non l’ha voluto e ora siamo qui” ha aggiunto. Poi assicura che se dovesse essere approvata la mozione di sfiducia individuale contro di lui, la Lega non farà cadere il governo e spiega: “Se passa la mozione andrò a casa io, ma non cade il governo. Si incazzerà il nord, si incazzerà la gente”
19:30
Berlusconi lascia la Camera prima dell’esito del voto
Il presidente del Consiglio ha lasciato la Camera per far rientro a Palazzo Grazioli. Il premier è andato via mentre a Montecitorio era ancora in corso il voto nominale sulla fiducia chiesta dal governo

La giornata:

Alle 16,30 la replica del Capo del Governo

La registrazione dell’intervento di Berlusconi↓

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“Un discorso democristiano”

Bersani: governo del fare cosa?
“Siete il governo del fare, ma del fare che cosa?” dice Bersani. “Abbiate pazienza presidente. Avete governato sette degli ultimi dieci anni”, aggiunge il leader del Pd, “volete farci il riassunto, non in cinque punti di ribollita, ma in cinque punti veri”. “Non si apre una pagina nuova, qui si chiude una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi” ha concluso.VIDEO→

16,10 Mirco Tremaglia: “Voto contro”

ore 15,55 Benedetto Dalla Vedova: ” Le differenze tra noi si sono accentuate, ma cerchiamo di lavorare”

ore 15,14 Luca Barbareschi: “Leggero disagio nell’affrontare il voto di fiducia”VIDEO→

Fiducia, Alessandro Campi: ” Difficile quota 316″ VIDEO→

BINDI:”Si dimetta signor Presidente e lasci ad un Governo che riformi la legge elettorale”VIDEO→

No dei Liberlal Democratici (3 deputati)

CASINI: “Nessuna autocritica da parte di Berlusconi”

TABACCI: “Il premier sogna di trapiantare qui la democrazia russa”

ore 11,55 L’intervento di  Belusconi:

“Riforma contro la casta dei PM”,  “Ridurremo le tasse”, “Proseguiremo per rispetto della volontà popolare”, “Il Federalismo non creerà divaricazione tra nord e sud”, “Completamento della Salerno-Reggio Calabria” (L’ironia di Casini: “Ha promesso di finire la Salerno-Reggio e proprio stamattina il governo ha tagliato i fondi, almeno si informi”),  I CINQUE DEPUTATI UDC ED I DUE API hanno annunciato voto a favore.

TABACCI: “Il premier sogna di trapiantare qui la democrazia russa”

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Corriere della Sera

L’EDITORIALE di Ernesto Galli della Loggia

Cosa dirà (forse) il Cavaliere

Una difficile via d’uscita

Con le sue divisioni, i suoi personalismi, le sue inettitudini, la maggioranza di destra – tutta quanta, da Bossi a Fini passando per Berlusconi – ha portato il Paese nel più completo marasma politico.
Il guaio è che dopo questo marasma è prevedibile solo un marasma ulteriore: fino al caos. Poniamo infatti che oggi – ma la stessa cosa vale per domani o dopodomani – la Camera dicesse no alla richiesta di fiducia da parte di Berlusconi, e che dunque egli fosse costretto a dimettersi. Che cosa potrebbe fare il Presidente della Repubblica per evitare le elezioni anticipate? I numeri consentono due sole soluzioni possibili: un governo con una risicatissima maggioranza omnibus da Fini a Di Pietro, o, viceversa, un governo di larghissima maggioranza sinistra-destra-centro, magari affidato a un esponente della destra (Tremonti come un Dini reincarnato?). Bene: alzi la mano chi pensa che l’una o l’altra di queste maggioranze possa esprimere un minimo di coerenza programmatica, riesca a varare qualche misura significativa, a durare più di sei mesi. Anche l’idea che in una simile condizione politica si possa approvare una sia pur necessaria, urgente, sacrosanta nuova legge elettorale, sembra una pia illusione. Ce le vedete maggioranze così eterogenee mettersi d’accordo su un progetto di mutua soddisfazione o riuscire a superare l’opposizione e il prevedibile ostruzionismo della parte scontenta?

La Repubblica

IL COMMENTO

La macchina della paura

di ROBERTO SAVIANO

HO DETTO ieri, dialogando con i lettori e gli spettatori di Repubblica Tv, che ormai la politica in Italia è una cosa buia, che non appassiona più nessuno, né chi la fa, né chi la segue. Su questa affermazione mi hanno scritto in tanti, che credo abbiano condiviso con me questo sentimento di impotenza, avvertito talvolta come un impedimento, la denuncia di qualcosa che ostruisce la partecipazione, il normale rapporto che un cittadino deve avere con la vita pubblica del suo Paese. E insieme, c’è un altro sentimento in chi mi scrive: rabbia e ribellione per sentirsi espropriati dalla politica come strumento di impegno e di cambiamento, rifiuto di accettare che questa stagnazione prevalga.

Chi analizza fatti, episodi e metodi della politica italiana, in questo momento, non può che avere una reazione di spavento e pensare: non è per me. Ricatti, timori, intimidazioni. Tutti hanno paura. Anche io ho paura: non ho nulla da nascondere, con la vita ridotta e ipercontrollata cui sono costretto, ma sento questo clima di straordinaria ostilità, e vedo l’interesse a raccoglierlo, eccitarlo, utilizzarlo. Mi guardo intorno e penso: come deve sentirsi un giovane italiano che voglia usare in politica la sua passione civile, il suo talento? La politica di oggi lo incoraggia o lo spaventa?

“La corruzione”

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Il Fatto Quotidiano

Chi sono i sette deputati passati al gruppo misto

Massimo Calearo. E’ l’ex presidente di Federmeccanica, portato (tra le polemiche) nel Partito democratico da Walter Veltroni ed eletto alla Camera nel 2008. Nel novembre 2009 passa all’Api di Francesco Rutelli. Presidente della “Gruppo Calearo” che dà lavoro a più di 300 persone producendo impianti per telecomunicazioni e antenne per automobili. Non ha mai nascosto le sue ambizioni governative e per “il bene del Paese e soprattutto delle imprese e dell’economia”, ha deciso di dare il suo voto a Berlusconi.

Bruno Cesario. Eletto in Campania dove è segretario regionale del movimento di Francesco Rutelli. Non diserta mai il Parlamento. Ma è conosciuto per i diversi cambi di casacca. Adesso il deputato resterà alla Camera nel gruppo Misto, dove era già passato dopo aver lasciato il Pd per aderire all’Alleanza per l’Italia.

Giuseppe Drago. Nel 2003 è stato condannato in primo grado per il reato di peculato dal Tribunale di Palermo alla pena di tre anni e tre mesi di reclusione. Nel maggio 2009 la Corte di Cassazione conferma la condanna a tre anni, successivamente condonata.

Calogero Mannino. Arrestato nel 1995 per concorso in associazione mafiosa. Nel 1997 viene rimesso in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare. Nel 2001 è assolto in primo grado perché il fatto non sussiste. Nel 2003 la Corte d’Appello di Palermo lo riconosce invece colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa fino al 1994, e condanna Mannino a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Nel 2005 la Corte di Cassazione annulla la sentenza riscontrando un difetto di motivazione. Infine nel gennaio scorso, la Corte di Cassazione assolve definitivamente l’ex ministro democristiano

Michele Pisacane. Sindaco di Agerola, un piccolo centro campano, e deputato. Lorenzo Cesa, segreatrio dell’Udc, chiese la sua espulsione dal partito a seguito di un’intervista a Repubblica, Pisacane disse: “Sto nell’Udc, tratto col Pd e forse voto per salvare il governo”.

Francesco Saverio Romano. Nel 2003 è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura. Nel 2009 il testimone di giustizia Massimo Ciancimino lo accusa di avergli pagato tangenti per 100 mila euro. Per questo è iscritto nel registro degli indagati della Dda di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini.

Giuseppe Ruvolo: Ha un momento di celebrità quando da componente della Commissione antimafia va ad Agrigento per compiere alcune indagini. Dopo le audizioni del questore, del comandante dei carabinieri e dei magistrati che hanno informato sulle indagini, il presidente e i componenti la Commissione antimafia scoprono che il senatore dell’Udc, componente della Commissione e presente alle audizioni, è vice presidente della provincia oggetto delle indagini. Il presidente Roberto Centaro, sostiene che la presenza di Ruvolo (che non si è presentato alle successive audizioni del sindaco di Agrigento e del presidente della provincia) è un fatto gravissimo, ma aggiunge che «Ruvolo è tenuto a mantenere segreto il contenuto delle audizioni».

Pordenone, Albertino Gabana e Marco Pottino: parlamentari stipendiati per passare al Pdl


2 Risposte to “Fiducia sì, ma Berlusconi e Bossi sotto scacco: 304 voti più Fli e Mpa. Non c’è la maggioranza politica”

  1. capitano 29 settembre 2010 a 22:50 #

    CHIARO CHE TUTTI VOGLIONO ARRIVARE ALLA FINE DELLA LEGISLATURA PER PERCEPIRE IL VITALIZZIO,TUTTI SONO D’ACCORDO.MA LA FINE DI TUTTA QUESTA STORIA POLITICA ASSURDA ,CORROTTA,INUTILE,MARCIA INIZIA ORA PERCHE LA GENTE ORAMAI ODIA LA POLITICA.CREDO CHE SE QUETI UOMINI POLITICI NON CAPIRANNO DI TOGLIERSI DI MEZZO,ALLORA FAREMO PULIZIA COME AVVENNE A PIAZZA LORETO.VIVA L’ITALIA E I SUI FIGLI DA NORD A SUD DA EST A OVEST

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