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Banda Bassotti: P3, i magistrati implicati devono dimettersi

16 lug

RASSEGNA STAMPA

La Repubblica

Tv

Sgomberare il campo da dubbi,

sospetti, illazioni

Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm:

Corte d’Appello, definitivo: Calvi è stato ucciso

15 lug

RASSEGNA STAMPA

Rainews 24

Le movitazioni della sentenza del 7 maggio

Corte d’appello di Roma: Calvi fu ucciso

“Non vi è dubbio che nei confronti dell’imputato gravino indizi consistenti: Flavio Carboni è stato la persona che, nell’ultimo periodo di vita del banchiere, ha conseguito un rapporto privilegiato con la vittima, ne ha costantemente seguito le orme tanto da esser stato presente la stessa sera del 17 giugno 1982 nel medesimo albergo londinese”.

Roma, 15-07-2010

E’ “pacifica la causa ultima del decesso, Roberto Calvi” non si è suicidato “e da ciò” si “deduce che lo stesso è stato ucciso”. Così si legge in un passaggio delle motivazioni della sentenza con la quale i giudici della corte d’assise d’appello di Roma, il 7 maggio scorso, hanno confermato le assoluzioni di Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi per l’omicidio del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei Frati neri, a Londra.

La parziale riapertura dell’istruttoria nel processo, con la testimonianza tra l’altro di Massimo Ciancimino, non è servita.

“Cosa Nostra, nelle sue varie articolazioni, impiegava il Banco Ambrosiano e lo Ior come tramite per massicce operazioni di riciclaggio. Il fatto nuovo, rispetto alle acquisizioni di primo grado, consiste nell’assunzione del dato per cui tali operazioni avvenivano quanto meno anche ad opera di Vito Ciancimino, oltre che di Giuseppe Calò”. Ma se questo “conferma la possibilità di individuare un valido movente dell’omicidio, allarga la platea delle persone a cui tale movente è possibile riferire”.

E poi, passaggi fondamentali nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. “Nessuno di coloro che hanno reso dichiarazioni interpretabili come accusatorie ha assistito ai fatti. Essi hanno, invece, porto delle informazioni che hanno riferito di aver appreso”.

Rispetto a Flavio Carboni, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3, i giudici scrivono: “Non vi è dubbio che nei confronti dell’imputato gravino indizi consistenti: Flavio Carboni è stato la persona che, nell’ultimo periodo di vita del banchiere, ha conseguito un rapporto privilegiato con la vittima, ne ha costantemente seguito le orme tanto da esser stato presente la stessa sera del 17 giugno 1982 nel medesimo albergo londinese”.

Nonostante questo per la Corte “si pongono insuperabili argomenti ed elementi di segno opposto. La pluralità di moventi alternativi non pare concentrarne uno più specifico ed assorbente in danno di Carboni i cui interessi erano in sintonia col mantenimento in vita del banchiere”.

Sull’interesse di Calò ad eliminare il banchiere “le versioni fornite dai vari collaboratori di giustizia sono risultate in contrasto tra loro o sono state smentite da altre risultanze del processo”.

Su Diotallevi, poi “deve convenirsi nella considerazione che poichè vi è certezza quanto al contributo di Diotallevi finalizzato all’espatrio clandestino di Calvi, analoga certezza non vi sarebbe circa l’effettiva e consapevole sua partecipazione ad un piano criminoso volto all’eliminazione del Calvi”.

In conclusione “troppi sono i moventi alternativi ipotizzabili e troppi sono i soggetti e le organizzazioni che avrebbero avuto interesse all’eliminazione di Calvi: dalla mafia, alla camorra, alla P2, allo Ior e ai politici italiani (beneficiari delle tangenti o interessati a cambiare l’assetto del Banco Ambrosiano o a mutare gli equilibri di potere all’interno del Vaticano)”. Non solo “in tale ambito di ipotesi non sufficientemente dimostrate, possono anche comprendersi i servizi segreti inglesi, essendosi acclarato che Calvi aveva, tra l’altro, finanziato l’invio di armi ai dittatori argentini nel periodo in cui era in atto il conflitto bellico per le isole Falkland. E così anche i Servizi segreti italiani, che hanno mostrato (avvalendosi pure del loro ambiguo collaboratore Pazienza) di essere sempre informati di tutto e di aver seguito sino all’ultimo le mosse di Carboni e Calvi”.


Cronologia:

fonte Leonardo.it

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1982a6.htm


“MILANO 20 maggio 1981. Il Presidente del Banco Ambrosiano, ROBERTO CALVI è stato arrestato stamane su ordine della magistratura milanese”
(Comun. Ansa ore 11,14).
“Oltre Calvi, che è anche presidente della “Centrale Finanziaria”, su ordine del sostituto procuratore Gerardo d’Ambrosio sono stati arrestati l’ex direttore generale Cappugi, l’ex presidente della stessa Centrale e ora presidente della Toro Assicurazioni, Antonio Tonello, Carlo Bonomi (figlio di Anna Bonomi Bolchini), presidente della Invest, Mario Valeri Manera e Aladino Monciaroni. Il cavaliere del lavoro Calvi è stato arrestato nella sua abitazione e trasportato al carcere di Lodi” (Ib. ore 11,51). A tutti gli arrestati viene contestata la violazione dell’articolo 1 della legge 159 sull’esportazione illecita di valuta” (Ib. ore 12.44).

“MILANO 20 luglio, 1981. Roberto Calvi è stato condannato a quattro anni di reclusione e a 15 miliardi di multa, oltre un miliardo e mezzo di pene accessorie. Per quanto riguarda gli altri imputati, pene da un anno e 10 mesi a tre anni e multe da cinque a otto miliardi di lire. A tutti gli imputati sono stati condonati due anni di reclusione, con la concessione per tutti della libertà provvisoria” (Ib, 29 luglio 1981, ore 19,14).

“ROMA. 12 giugno 1982 – Il finanziere Roberto Calvi è scomparso dalla sua abitazione romana in piazza Capranica. Un esposto a questo proposito è stato presentato da un suo legale alla procura” (Ib. ore 13,04).

“MILANO, 17 giugno 1982 – Al termine della riunione del consiglio di amministrazione del Banco Ambrosiano è stato diffuso il seguente comunicato: ” Il consiglio di amministrazione, dopo aver esaminato la eccezionale situazione determinata dai recenti eventi, su proposta del vicepresidente Rosne ha deliberato, al fine di impedire che possa derivare pregiudizio al banco, agli azionisti, ai depositanti, alla clientela e ai dipendenti, di richiedere, ai sensi dell’articolo 57 della legge bancaria, lo scioglimento degli organi amministrativi e la nomina di un commissario” (Ib. 17 giugno, ore 18,52).

“ROMA – Il ministro del tesoro ha deciso lo scioglimento degli organi amministrativi del Banco Ambrosiano e ha nominato commissario provvisorio il dottor Vincenzo Deasrio” (Ib. ore 19,29)

“MILANO – La segretaria di Roberto Calvi, Teresa Graziella Carrocher, si è suicidata” (Ib. ore 19,37).

Teresa Graziella Carrocher (55 anni) si è tolta la vita poco prima delle 19, gettandosi dal quarto piano dell’edificio dove ha sede il Banco Ambrosiano. La donna nubile, non ha resistito allo choc provocato dalla improvvisa scomparsa di Calvi ed alla situazione che si è venuta a creare nell’istituto. Ha lasciato un biglietto, scritto a mano con un pennarello rosso, nel quale, con riferimento a Roberto Calvi, dice tra l’altro …”Che vergogna, scappato, Sia stramaledetto per tutto il male che ha fatto al Banco e a tutti noi” (Ib. ore 20,47).

“LONDRA, 18 giugno 1982 – Il presidente del Banco Ambrosiano, Roberto Calvi è stato trovato morto, appeso ad un’impalcatura, sotto il ponte dei Blackfriars, (Ponte dei Frati Domenicani) sul Tamigi”.( Ib. ore 08,00, 18 giugno, 1982).

“LONDRA, 20 giugno 1982 – Secondo un detective della “city, John White, la morte di Calvi “appare un classico suicidio, ma c’è un mucchio di domande che aspettano risposta”, Un elemento di mistero è dato da ciò che è stato trovato addosso al corpo di Calvi. Oltre il passaporto ed una ingente somma di denaro, per oltre 18 milioni in varie valute, le sue tasche sarebbero state piene di sassi. Calvi sarebbe giunto a Londra tre giorni fa con un aereo privato” ( Ib. ore 22,13) –  “I misteri rimangono. In particolare, con chi si è incontrato, con chi ha parlato per telefono, che cosa ha fatto nelle ultime ore della sua vita, nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 giugno, e infine perché ha scelto il traliccio sotto il ponte per porre fine alla propria vita”. (Ib. 20 giugno 1982, ore 15,40).

Solo nell’anno 2000 si scoprono alcune verità. Intanto che sul corpo erano stati trovati documenti falsi, quindi non si sapeva che era Calvi. Chiamato d’urgenza il medico legale, costui che doveva sposarsi proprio quel giorno, in fretta e furia stese un certificato di morte per impiccagione, quindi suicidio. Uno dei tanti che si verificano in una città come Londra di 12 milioni di abitanti.
L’unica traccia (che sarà preziosa) è che nell’accertarsi della morte la fa risalire a 5-6 ore.
Quindi all’incirca all’una di notte. Da un passante il corpo era stato scoperto alle sei del mattino.
Nessuno riflette in quel momento che se fosse vero, Calvi non avrebbe mai potuto impiccarsi, perchè fino alle 5 del mattino, è notorio che il livello delle acque del Tamigi sono più alte di un metro. E dato che al ritrovamento i suoi piedi quasi sfioravano l’acqua, Calvi si sarebbe impiccato con l’acqua che gli arrivava alle spalle. Cioè per farlo doveva andare sottacqua, infilare la testa al cappio e aspettare il calare del livello dell’acqua per ore e ore per restare poi appeso.

“MILANO – 6 agosto 1982, ore 15,50 – L’AMBROSIANO IN LIQUIDAZIONE coatta; la decisione è stata presa oggi dal comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, riunitosi sotto la presidenza del ministro del tesoro Andreatta” ..”La decisione di porre in liquidazione quella che fino a poco tempo fa era la maggior banca privata italiana viene dopo che i tre commissari straordinari hanno completato la ricognizione dell’istituto, constatandone la situazione di “anormalità”. I depositanti non corrono rischi, perché le sette banche del “pool” che si sono assunte l’impegno di garantirli hanno anche preparato un progetto per far nascere un “Nuovo Banco Ambrosiano” ( Ib. 6 agosto, 1982, ore 15,30)

PROCESSI – CONDANNE – CONCLUSIONE – DOPO 10 ANNI – 1992

” MILANO – 16 aprile, 1992 . Processo, sentenze, condanne, poi tutti a casa. “Trentatre condanne e nessuna assoluzione: (ma poi tutti a casa! Ndr)  queste le decisioni prese dalla terza sezione del tribunale penale di Milano nel processo per l’insolvenza del Banco Ambrosiano. I giudici, dopo una settimana di camera di consiglio, hanno accolto le richieste del pubblico ministero Pier Luigi Dell’osso, che aveva sostenuto la piena responsabilità di tutti gli imputati per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta. La condanna più alta (19 anni di reclusione) è stata inflitta ad Umberto Ortolani, uno dei vertici della loggia massonica P2. Dietro di lui, nella graduatoria delle pene, Licio Gelli con 18 anni e sei mesi. Sono stati condannati anche l’ingegner De Benedetti e Giuseppe Ciarrapico, entrati nel processo in una fase successiva. Sei anni e quatto mesi  per De Benedetti; cinque anni e sei mesi per Ciarrapico. Fra le altre condanne quelle di: Orazio Bagnasco, sette anni e sei mesi; Anna Bonomi Bolchini, sette anni e sei mesi; Flavio Carboni, 15 anni; Francesco Pazienza, 14 anni e otto mesi; Roberto Rosone, 12 anni; Bruno Tassan Din, otto anni e otto mesi” (Comun. Ansa, del 16 aprile 1992, ore 11,06).

“Il processo era cominciato il 29 maggio 1990, dopo otto anni di indagini. In un primo momento si parlò di uno scoperto di mille miliardi, ma buona parte dello sbilancio fu recuperata dai liquidatori attraverso una transazione con l’ Istituto Opere di Religione (lo IOR Vaticano). Nella causa erano coinvolti amministratori del Banco ed esterni, che avrebbero contribuito alla spoliazione dei beni. Per l’ingegnere De Benedetti, assolto dai giudici istruttori, ci fu l’impugnazione del pubblico ministero, secondo il quale il presidente della Olivetti, dopo aver ricoperto per due mesi la carica di vicepresidente, avrebbe ottenuto un utile di circa 28 miliardi per tacere quanto sapeva sulla effettiva situazione dell’Istituto presieduto da Calvi” (ib. ore 11,27)

Ciarrapico invece fu rinviato a giudizio per un finanziamento di 39 miliardi, con il quale acquistò il pacchetto dell’Ente Terme Fiuggi. Il finanziere romano restituì la somma con gli interessi. L’unico imputato, mai visto in aula è stato Licio Gelli, in segno di protesta per non essere riuscito ad ottenere la restituzione del passaporto per stare vicino alla moglie in Francia” (Ib. ore 13,22).

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Banda Bassotti, il Csm trasferisce Marra

15 lug

RASSEGNA STAMPA

La Repubblica

P3 (AVATAR)

P3, il Csm trasferisce Marra
“Incompatibilità ambientale”

L’avvio della procedura da parte della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura. Il nome del togato appare in alcune intercettazioni dell’inchiesta sugli appalti per l’eolico. Verrà ascoltato nei prossimi giorni. La prima reazione: “Non c’entro nulla”

ROMA – La prima commissione del Csm ha deciso di avviare la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale per il presidente della Corte d’Appello di Milano, Alfonso Marra, il cui nome appare in alcune intercettazioni dell’inchiesta sugli appalti per l’eolico 1. La decisione è passata con quattro voti a favore. A votare per l’avvio della procedura di trasferimento di ufficio sono stati i consiglieri Pilato, Fresa, Volpi e Patrono. Non ha partecipato al voto, invece, Giuseppe Maria Berruti che nelle intercettazioni viene indicato come il consigliere che rappresentava il maggior ostacolo alla nomina di Marra. Ha votato contro il laico del centrodestra Gianfranco Anedda.

La Prima Commissione, che aveva chiesto pochi giorni fa al Comitato di presidenza l’apertura di una pratica dopo gli sviluppi dell’inchiesta nella quale figurano nomi importanti della magistratura, ha deciso quindi di muoversi senza esitazioni. Di Alfonso Marra parlano alcune delle persone finite in carcere per l’inchiesta della Procura di Roma, facendo riferimento a pressioni su alcuni consiglieri del Csm per favorire la sua nomina alla guida della Corte d’Appello di Milano.

Quanto agli altri magistrati – tra cui il capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller – citati nell’ordinanza di custodia cautelare del gip la Prima Commissione ha disposto un’istruttoria chiedendo all’autorità giudiziaria gli atti anche per capire la loro esatta posizione e le eventuali contestazioni nei loro confronti. “Sono tranquillo – ha commentato Marra – io non c’entro niente in questa vicenda. Sono contento che il Csm abbia aperto la procedura così si chiarirà la mia posizione”.

Fiorella Pilato, presidente della prima Commissione del Csm, chiuderà entro lunedì prossimo il documento con le contestazioni rivolte a Marra, che verrà convocato nei prossimi giorni per essere ascoltato. Obiettivo della Prima commissione è quello di chiudere l’iter del trasferimento per incompatibilità ambientale entro la fine della consiliatura, il 31 luglio prossimo. I tempi tecnici non permetteranno di
portare in plenum la questione Marra prima di settembre. Gli atti, infatti, devono essere depositati e il magistrato ha 20 giorni di tempo per mettere a punto la sua difesa.

Nel frattempo, la Commissione ha chiesto all’autorità giudiziaria di Roma di riferire se vi siano anche altri magistrati coinvolti oltre a quelli già emersi dalle intercettazioni. Da notizie di stampa, infatti, alla prima Commissione risulta che in una delle intercettazioni non allegate all’ordinanza di custodia cautelare di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, vi sarebbe anche il nome di Umberto Marconi, presidente della Corte d’appello di Salerno, in riferimento alla vicenda dell’ex sottosegretario Cosentino 2.

(15 luglio 2010)

Banda Bassotti: testo intercettazioni (Martino & Cosentino)

14 lug

22 settembre ore 11,21:  La maggioranza regge: 308 a 285: negata l’autorizzazione ad usare le intercettazioni di Cosentino (i finiani votano con l’opposizione)

22 settembre-Corriere della Sera, Cosentino: segui il dibattito alla Camera in video

RASSEGNA STAMPA

L’Espresso

di Lirio Abbate e Emiliano Fittipaldi

P3 (AVATAR)

Cosentino e soci, ecco le intercettazioni

E’ il 2 febbraio 2010. L’imprenditore Arcangelo Martino chiama Nicola Cosentino. Stefano Caldoro è da poco il candidato ufficiale per il Pdl per la Regione Campania.

MARTINO Pronto?
COSENTINO Pronto?
MARTINO Caro ma sei scomparso
COSENTINO Uè, no stavo qua, al legittimo impedimento da stamattina a votare
MARTINO Ma mi hanno detto che ti sei abbracciato fisicamente, forte, al candidato presidente
COSENTINO Eh, si,si
MARTINO Fai attenzione all’AIDS (ride)

Le telefonate tra i due intercettate dagli investigatori romani che lavoravano sulla cricca di Flavio Carboni sono decine. Il sottosegretario all’Economia, già indagato per concorso esterno in associazione camorristica dai pm di Napoli, è iscritto a Roma anche per associazione a delinquere e violazione sulle norme per le società segrete. Secondo i giudici il capo del Pdl di Napoli avrebbe brigato con gli esponenti della cosiddetta P3 per distruggere con falsi dossier il candidato alla Regione Stefano Caldoro (compagno di partito, poi eletto). In più, avrebbe brigato per far esercitare pressioni sull’ex presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, in modo da ottenere un anticipo dell’udienza sul ricorso, da lui presentato, contro l’ordinanza di arresto emessa nei suoi confronti a novembre 2009. Ieri sera, ha negato ogni coinvolgimento. «Mi chiedo quando si finirà di usare la magistratura per altri fini», ha detto irato. I giudici hanno però in mano intercettazioni che Nik ‘O mericano dovrà spiegare. Le telefonate, pubblicate in esclusiva da L’espresso, raccontano infatti che Cosentino è stato protagonista assoluto delle manovre della cricca composta da Pasquale Lombardi, Flavio Carboni e Arcangelo Martino, tutti e tre arrestati nei giorni scorsi.
Andiamo con ordine. E’ il 24 settembre 2009. Pasquale Lombardi chiama Cosentino. Gli dice che il giorno prima in un incontro con Denis Verdini, Marcello Dell’Ultri e Flavio Carboni la sua candidatura alla successione di Bassolino si è rafforzata:


COSENTINO Pasqualino?
LOMBARDI Uè, habemus papam, lo sai?
COSENTINO Habemus papam?
LOMBARDI Si, si, e allora ieri abbiamo tenuto una riunione con i tuoi vertici dove abbiamo consolidato la tua candidatura a cons…, a Presidente, ne abbiamo parlato (inc) Arcangelo perché ieri abbiamo fatto un lungo discorso proprio con il vertice, ci mancava solo Silvio e poi stavano tutti là
COSENTINO Chi c’era, chi c’era
LOMBARDI Il segretario generale chi è ? VERDINI
COSENTINO Eh
LOMBARDI Quello che comanda insieme a fa… a era DELL’UTRI
COSENTINO Chi era VERDINI, DELL’UTRI?
LOMBARDI e quell’altro che è più forte ancora di tutti e 3, è CARBON…
COSENTINO E CARBONE, eh
LOMBARDI Poi altri due ancora che non ti faccio i nomi, perché sono i migliori magistrati d’Italia
COSENTINO Ah
LOMBARDI Eh
COSENTINO A ma (inc) stavano, stavano pure loro a cena?
LOMBARDI (inc) all’una e mezza a casa di VERDINI

Le telefonate per rafforzare la candidatura di Cosentino sono vorticose. Sembra fatta per il casalese, ma a novembre le cose si mettono male: i pm di Napoli chiedono l’arresto del sottosegretario. La conquista della Campania, ora, sembra un miraggio. Lombardi, però, inizia a fare pressioni su Vincenzo Carbone, presidente della Corte di Cassazione, per far anticipare l’udienza che deve discutere il ricorso contro l’arresto presentata da Cosentino. Il tempo stringe: il gruppetto vuole che si faccia prima che Stefano Caldoro venga nominato da Berlusconi candidato ufficiale.
Il 7 gennaio 2010 Lombardi chiama l’amico Carbone:

CARBONE Pronto?
LOMBARDI Presidente (le voci si sovrappongono)
CARBONE Ah buongiorno… inc…
LOMBARDI Dicevo tu stai in Cassazione stamattina?
CARBONE Si, si stamattina
LOMBARDI Allora ti raggiungo verso le undici e mezzo, mezzogiorno…inc… vieni a colazione con noi oggi?
CARBONE Mo vediamo, se posso si, per carità.
LOMBARDI …inc….mezzogiorno stongo da te.
CARBONE ok, ciao.
LOMBARDI Ciao.

Il giorno dopo, Carbone chiama l’amico e chi dice che l’udienza si farà il 28 gennaio. Subito dopo Lombardi avverte Cosentino.


LOMBARDI Pronto!
DONNA Ingegnere buonasera, le passo il Presidente
CARBONE 28 gennaio
LOMBARDI Preside’ quando?
CARBONE Il 28 gennaio
LOMBARDI 8?
CARBONE 28!
LOMBARDI Ah 28 gennaio…e n’à putimmo fà nu poco prima e ve?
CARBONE Statte buono
LOMBARDI Ok grazie ciao, ciao
COSENTINO Allora? Pronto?
LOMBARDI gennaio
COSENTINO Quando?
LOMBARDI 28 gennaio
COSENTINO Prima non si riesce?
LOMBARDI No, pecchè sennò aviva cagnà e nun era cosa (No, perché sennò dovevi cambiare e non era cosa)…
COSENTINO E vabbuò però mo si so pigliati 20 jorni i tiempo ja (eh, vabbè, ma adesso si sono presi venti giorni di tempo, dai)
LOMBARDI Eh…nun ce sta! Chello, na vota a settimana si, si riunisce a a prima commission… a prima sezione (Quello una volta alla settimana si riunisce la Prima Commissione, la Prima Sezione)
COSENTINO Ah, Ah, Ah
LOMBARDI (inc) là, là, ha faticato o’ cristiano perché sennò in seconda Sezione non era bona…, hai capito? (là, là ha faticato la persona perché sennò in seconda sezione non era buono, hai capito?)
COSENTINO Nun ce la facimmo il 21, nun la ponno fa’ il 21? (Non ce la facciamo per il 21, non la possono fare il 21?)
LOMBARDI Nun ce la fanno è pieno!

Le telefonate si susseguono nei giorni successivi. La candidatura di Caldoro si fa sempre più probabile, le pressioni sulla Cassazione continuano. Il ricorso, alla fine, verrà rigettato. Scatta, sostengono gli investigatori, il piano B: demolire Caldoro diffondendo finti dossier sulle sue preferenze sessuali. Cosentino sembra, leggendo le intercettazioni, tra i registi dell’operazione, insieme a Lombardi e il futuro assessore Ernesto Sica, dimessosi poche ore fa. Un piano iniziato prima ancora della decisione della Cassazione. Il 18 gennaio Cosentino e Martino fanno una telefonata, secondo gli investigatori, di notevole rilevanza: il sottosegretario fa il nome dell’albergo dove Caldoro avrebbe avuto incontri con i transessuali: il Miravalle. Il nome dell’albergo che finirà nel dossier pubblicato su un blog poche settimane dopo.



MARTINO Come stai?
COSENTINO Bene, ti segni questo appunto?
MARTINO Si un attimo solo me lo segno (pausa) ero lontano dagli attrezzi di lavoro
COSENTINO Grave, gli attrezzi di lavoro sempre
MARTINO E chi li perde mai, ecco qua
COSENTINO Allora
MARTINO Si
COSENTINO MIRAVALLE
MARTINO MIRAVALLE
COSENTINO Si, questo sta a via degli ASTRONI, cioè quando alla rotonda di Agnano sali sopra nella (inc) anno dovrebbe essere tra il 1999 ed il 2000
MARTINO Ah, 99, 2000
COSENTINO Vabbene?
MARTINO Okay, okay, buon lavoro

Il gruppetto inizia a far diffondere la voce dei falsi incontri di Caldoro, sperando che la voce convinca i vertici del Pdl a ritirare la candidatura. Cosentino, Sica e Martino si incontrano per parlare della questione pure, dicono gli investigatori, al casello di Caserta Nord. Nelle telefonate intercettate le voci di Carboni, Dell’Utri e Verdini. Il 21 gennaio una chiamata tra Cosentino e Martino convince gli investigatori del carattere «ricattatorio» dell’operazione. Cosentino dice che le notizie dovrebbero essere trattate in maniera più spregiudicata, Martino replica che ci sarà chi lo fara per loro.

MARTINO Si
COSENTINO Arcangelo?
MARTINO NIC, come stai?
COSENTINO Bene, bene
MARTINO Allora com’è finita la storia?
COSENTINO Eh, io cioè lo danno per confermata, però non è uscito alcun comunicato
MARTINO Mh è molto strana, confermata chi la dà confermata se non ci sta il comunicato? Ti pare?
COSENTINO Beh, cioè la danno per acquisita ma non c’è un comunicato in cui dice…, anche se il comitato ieri ha approvato insomma, ha letto i nomi e c’era pure lui
MARTINO Si lo so che c’è pure lui, io ho chiesto anche qua, dice vabbè lui c’era
COSENTINO (inc)
MARTINO Embè se lui c’era, ovviamente se ne son fregati?
COSENTINO Eh eh io penso di si e quindi sarebbe opportuno che queste cose venissero evidenziate in un modo diciamo meno, meno…
MARTINO E vabbè, ma questo prima o poi qualcuno lo farà e non saremo né io e né tu

COSENTINO E vabbuò e noi che interessi teniamo, giustamente
MARTINO Eh?
COSENTINO Noi non abbiamo alcun interesse a tagliarci i coglioni
MARTINO No vabbè vabbè certo è chiaro però COSENTINO (inc) ne avranno certamente di interessi
MARTINO Molti altri lo potrebbero fare
COSENTINO Certo
MARTINO Poi io direi se la cosa è così, correggimi se sbaglio,
COSENTINO Si
MARTINO (inc) passare fra sette otto giorni
COSENTINO Sono d’accordo con te d’accordo
MARTINO Hai capito? Visto che questi se ne fottono, io questa la chiamo arroganza
COSENTINO È arroganza, esatto, è arroganza
MARTINO Ti pare o no?
COSENTINO È certo, è certo
MARTINO E scusa, ma noi ci muoviamo, dici, guardate attenzione c’è una buca, loro ci vogliono andare dentro, o no?
COSENTINO Sono d’accordo
MARTINO E se loro vogliono cadere lì, e allora e allora è un problema serio
COSENTINO È serio, proprio serio
MARTINO Perché questi, vabbuò ma noi per NICOLA l’abbiamo buttato dentro al fosso, questo qua dice, vabbè voi il fosso ve lo abbiamo fatto vedere e voi dite vabbè andiamoci dentro tutti quanti, hai capito?
COSENTINO Si, si, si, si
MARTINO  A me mi pare proprio una fetenzia, a te che te ne pare?
COSENTINO A me me ne pare una porcata proprio
MARTINO E si perchè non è possibile che si facciano ste cose, capito?
COSENTINO No cioè se, l’unica cosa è che non hanno ancora acquisito del tutto direttamente diciamo, riscontri e informazioni, ma nel momento in cui, secondo me, loro acquisiranno, riscontri oggettivi, oggettivi, eh, troveranno il sistema per dire…
MARTINO E che dici, ma non è vero, ma quà, là eccetera
COSENTINO Hai capito? Perché mo adesso è vero, non è vero cose di questo genere
MARTINO Eh, ho capito pèrò se incominciano a cavalcarla, se incominciano a cavalcarla politicamente secondo me diventa un problema recuperarla
COSENTINO Eh MARTINO Il danno, il danno, il danno lo avranno
COSENTINO Lo avranno e lui si dovrà fare da parte, senti a me!

Il 27 gennaio 2010 la strategia va avanti. Per Cosentino l’importante è sbarazzarsi del rivale. In Una telefonata con Martino, dice che «andiamo avanti sull’altra cosa, basta che togliamo di mezzo quello là stiamo apposto». I due parlano della documentazione, che secondo gli inquirenti si starebbe componendo in un dossier contro Caldoro:



MARTINO Qua la cosa importante è culattone
COSENTINO Eh, si, si, si vabbuò
MARTINO E poi vediamo che succede perchè poi domani sera c’è la prova, no
COSENTINO Eh, domani vediamo un po’ che cosa succede
MARTINO E domani dice: vabbuò togliamo a culattone, adesso parliamo
COSENTINO Bravo, bravo, bravo, bravo
MARTINO Ti pare?
COSENTINO D’accordissimo, questo è l’obiettivo principale, poi tutti il resto è…
MARTINO Il resto viene poi riconsiderato lungo il percorso del programma di lavoro
COSENTINO Vabbene, siamo malleabili ed elastici Il gruppetto si impegna per scrivere quella che chiamano la relazione. Il 28 gennaio commentano Cosentino e Martino:
MARTINO Allora tu devi portà la relazione, vuoi fare il convegno? Porta la cazzo di relazione, perché sennò la scrivo io e non ne parliamo più
COSENTINO Bravo bravo, bravo
MARTINO Se sai scrivere, se poi non sai scrivere io lo so fare perché non sono fesso, sono pure un poco laureato, come te, io non so che cazzo faccia nella vita
COSENTINO Non lo so manco io
MARTINO Forse farà i pompini pure lui, che ne so, ci stanno tanta gente qua
CALDORO, coso, tutti questo fanno questi, i bocchini,
COSENTINO I bocchiniani (inc)
MARTINO Ma tu mi (inc) assai quando dicesti quel gruppo di ricchioni, di frocetti, di frocetti
COSENTINO Di frocetti, ma io sono lungimirante
MARTINO Eh, lo so no tu sta cosa te la porti appresso perché sei stato un grande
COSENTINO Si, si il fatto dei frocetti questo rimarrà nella storia

La “relazione” arriva più tardi:

MARTINO come stai caro?
COSENTINO Bene bene
MARTINO Allora ti posso interrompere un minuto mi puoi ascoltare?

COSENTINO Si , si

MARTINO Io ho ricevuto una, quella relazione attraverso il fax

COSENTINO Si
MARTINO E l’ho letta. Ho detto a lui di portartene una copia subito, che tu la devi esibire anche tu
COSENTINO Si
MARTINO Ho detto a lui porta una copia in tasca anche tu
COSENTINO Si
MARTINO Allora lì ci sono tutte cose circostanziate, definite e puntuali di date, di dove va, ma va fino all’altro ieri eh, attenzione
COSENTINO Ah
MARTINO Questo è metodico
COSENTINO Addirittura
MARTINO Fino all’altro…, si è metodico va fino all’altro ieri eh, e là sanno ovviamente con chi va, tra i clienti è molto conosciuto, chi si porta, alti, belli, biondi, coso, occhi azzurri, eccetera
COSENTINO Mh mh
MARTINO Hai capito, quindi sono…, la lista è molto lunga ovviamente chi non vuole vedere non vede perché se abbiamo degli sciagurati dice a noi che ce ne importa, dice vabbè ma abbiate bontà, allora fatevelo voi sta cosa e toglietevi da davanti alle palle. Questo è un lavoro molto certosino, fatto, eh molto lungo, molto importante, ho detto deve portare una copia a te e dice voi volevate le cose, eccole qua
COSENTINO La relazione riguarda soltanto quell’aspetto là o pure l’altro
MARTINO No l’altro c’è pure quello, però questo è una cosa che come fece quel Piero là,
COSENTINO Mh, si si
MARTINO Che poi è stato visto tutto dopo, qua lo si vede prima, e scusate questo lo fa tutti i giorni mo, e con queste date ovviamente appena esce ci sta chi le mette fuori COSENTINO Vabbè, vabbè,
MARTINO Ci fa il servizio anche ben probante e pulito
COSENTINO Vabbene io verso le quattro, quattro e mezzo lo dovrei vedere
MARTINO Lo so gliel’ho detto è inutile che vieni da me ora corri subito da NIC e portacene (inc) lui te le spiega anche
COSENTINO Vabbè
MARTINO Io credo che questa sia la svolta. Io ti chiamerò tra un’ora perché ti do anche le cose tue perché mi hanno già chiamato
COSENTINO E è finita
MARTINO E lo so

Il 5 febbraio 2010, quattro giorni prima che il testo diffamatorio contro Caldoro venga pubblicato sul blog http://www.campaniaelezioni.altervista.org , Nicola Cosentino spedisce un sms all’amico Martino. Ecco il testo e la successiva telefonata tra i due:

« Dici a nicola che dovrebbe uscire il rapporto di caldoro con i trans, forse del problema ha parlato anche un pentito, che fine abbiamo fatto, siamo finiti in un mondo di froci. Povero Berlusconi»
MARTINO Si
COSENTINO Hai letto il messaggio che ti ho mandato?
MARTINO No caro, non l’ho letto
COSENTINOE leggilo, questo è quello che hanno mandato a me ve.., sabato
MARTINO Ah si
COSENTINO E io lo rigiro a te
MARTINO Ah e mo me lo leggo subito allora
COSENTINO Vabbene
MARTINO Vabbene caro ciao
COSENTINO Ciao

Il 9 febbrio esce sul blog un testo devastante contro Caldoro. Titolo: «Un Marrazzo in pectore: le passioni strane di Caldoro».

Governo: ancora dimissioni, via Cosentino

14 lug

RASSEGNA STAMPA

Il Corriere della Sera

POLITICA

P3 (AVATAR)

Nuovo scontro tra il vertice del Pdl e i Finiani,che premevano per il passo indietro.

Cosentino vede il premier poi si dimette

«Accuse infondate,

ma tutelo il governo»

La decisione rende inutile la mozione di sfiducia di Pd e Idv, a cui anche Casini e i finiani avrebbero votato sì

ROMA - Nicola Cosentino si è dimesso da sottosegretario all’Economia. La decisione è arrivata dopo un vertice a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi e con lo stato maggiore del Pdl.

Nicola Cosentino (Ansa)

Erano presenti, tra gli altri, i tre coordinatori del partito, compreso Dennis Verdini, a sua volta coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta «P3». La scelta di fare un passo indietro, che l’ormai ex sottosegretario ha giustificato con il proposito di occuparsi maggiormente dle Pdl in Campania, evita così la conta interna alla maggioranza sulla mozione di sfiducia che in mattinata era stata calendarizzata alla Camera per mercoledì prossimo. Una scelta, quest’ultima, che il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, aveva preso in autonomia non essendo stato raggiunto un accordo nella conferenza dei capigruppo, scatenando però l’irritazione di Pdl e Lega, che volevano evitare un confronto su questo tema nel mese di luglio.

L’ATTACCO A FINI – «Ho deciso di concerto con il presidente Berlusconi – ha spiegato Cosentino in una nota – di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento». Cosentino ha anche voluto precisare di essere estraneo a tutte le accuse rivolte contro di lui. E sulla decisione di Fini di mettere all’ordine del giorno la mozione di sfiducia nei suoi confronti ha attaccato il presidente della Camera accusandolo di essersi basato soltanto «su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa». Per Cosentino, «tale atteggiamento ben si comprende ove si conoscano le dinamiche politiche in Campania e coloro che sono i più stretti collaboratori dell’on. Fini, quale l’on. Bocchino che da anni, senza successo, tenta di incidere sul territorio non già per interessi del partito bensì per mere ragioni di potere personale e che alla prova elettorale è sempre stato sconfitto». E ancora: «Sono assolutamente sereno che la mia totale estraneità non potrà che essere più che comprovata da qualsivoglia indagine. Parimenti proprio per questa intima tranquillità non posso e non voglio esporre il governo di cui mi onoro di far parte e al cui successo ho contribuito di rimanere colpito mediaticamente per tali inconsistenti vicende».

LEGGI la nota integrale di Cosentino diffusa dopo le dimissioni

BERLUSCONI: «CERTO DELLA SUA LEALTA’» – «Ho condiviso la decisione di Nicola Cosentino di dimettersi da sottosegretario – ha detto poi il premier Silvio Berlusconi -. Ho altresì avuto modo di approfondire personalmente e tramite i miei collaboratori la sua totale estraneità alle vicende che gli sono contestate. Sono quindi certo che la sua condotta durante la campagna elettorale per la Regione Campania è stata improntata alla massima lealtà e al massimo impegno per ottenere la vittoria di Stefano Caldoro». «Ritengo quindi – ha detto ancora – che l’onorevole Cosentino potrà proficuamente continuare a svolgere il suo importante ruolo politico nell’ambito del nostro Movimento per consentirci di conseguire ancora quegli eccellenti risultati di cui è stato artefice come coordinatore Regionale» conclude Berlusconi.

LE REAZIONI alle dimissioni. Di Pietro: «Ora la Camera dica sì al suo arresto»

SCELTA OBBLIGATA – Al di là delle dichiarazioni ufficiali , le dimissioni sono state probabilmente viste come il male minore. Il coinvolgimento di Cosentino nell’inchiesta stava creando parecchi problemi al Pdl e all’esecutivo anche perché tutta la componente finiana del partito era pronta a votare a favore della sfiducia. Anche Pier Ferdinando Casini, di cui negli ultimi giorni si è parlato spesso per un possibile riavvicinamento dell’Udc al centrodestra, aveva fatto sapere che i centristi avrebbero dato parere favorevole alla richiesta di ritiro delle deleghe per il politico campano, già finito nel mirino nei mesi scorsi per l’accusa di essere il referente politico del clan dei Casalesi, circostanza questa che lo aveva costretto a ritirarsi dalla corsa alla presidenza della Regione. Il suo posto quale portacolori del Pdl venne preso da Stefano Caldoro, che poi fu effettivamente eletto, ma la candidatura del giovane ex socialista, si apprende dalle carte dell’inchiesta, fu duramente osteggiata dall’interno proprio dal gruppo che oggi viene indicato come «P3».

LA MOZIONE DI SFIDUCIA - La scelta di Fini di calendarizzare il voto sul sottosegretario aveva creato malumori nella coalizione di governo. Pdl e Lega erano contrarie all’esame della mozione in luglio. La decisione è stata quindi presa direttamente dal presidente della Camera, come previsto nelle situazioni in cui manchi l’accordo fra i gruppi sull’ordine del giorno. Il documento sui cui i deputati sarebbero stati chiamati ad esprimersi, non essendo prevista la sfiducia diretta per un sottosegretario (a differenza dei ministri), avrebbe invitato Cosentino a dare le dimissioni e il governo a ritirare le deleghe a lui assegnate. È stata invece rinviata a settembre la discussione dell’altra mozione, quella riguardante il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo.

IL DISSENSO DI CICCHITTO - Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha espresso «netto dissenso» rispetto alla calendarizzazione della mozione di sfiducia. «Contestiamo questo metodo di lotta politica che sta usando l’opposizione per cui ogni giorno, magari chiedendo la diretta televisiva in pieno stile Samarcanda o Annozero, si fanno processi alla Camera – ha commentato Cicchitto parlando al termine della conferenza dei capigruppo -. Si era detto poi di concentrare tutte le energie sulla manovra economica». Controreplica di Fabrizio Alfano, il portavoce del presidente Gianfranco Fini: «Fino a quando le regole attribuiranno al presidente della Camera la facoltà di decidere la calendarizzazione di un provvedimento quando non c’è l’accordo tra i capigruppo, Fini continuerà ad assumersi la responsabilità di calendarizzare i provvedimenti in assoluta libertà di coscienza».

CASINI: «LA VOTEREMO» – Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, aveva invece fatto sapere che il suo partito avrebbe votato il testo presentato dalle opposizioni, facendo notare che proprio l’Udc aveva «già presentato in passato la sfiducia a Cosentino». «Siamo garantisti e non vogliamo anticipare verdetti – aveva precisato – ma c’è un problema di opportunità per chi sta al governo. La vicenda che ha coinvolto il governatore Caldoro è veramente una cosa preoccupante e vergognosa».

BOSSI: «DIMISSIONI POSSIBILI». POI SMENTISCE - Nella vicenda si era inserito anche il piccolo giallo delle dichiarazioni di Umberto Bossi. «Le sue dimissioni? Sono possibili» aveva detto il leader della Lega entrando alla Camera, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se le dimissioni fossero plausibili. Poi, il ministro aveva aggiunto: «chiedetelo a lui». Nel pomeriggio, tuttavia, il capo della Lega aveva smentito le parole riportate dalle agenzie di stampa: «Su Cosentino non ho mai rilasciato dichiarazioni. Quanto riportato è farina del sacco di chi lo ha scritto».

MARONI: «NELLA LEGA NON SAREBBE SUCCESSO» – Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera aveva invece sottolineato che «la P2 fu una cosa seria, qui mi sembra ci siano più ombre che sostanza. Ma Scajola si è dimesso senza essere indagato. Gli interessati o il loro partito devono valutare se non lasciare provochi danni al governo o al partito stesso. Noi nella Lega faremmo così». Il ministro aveva anche detto che «nella Lega non può accadere un caso Cosentino».

VITO: «ASPETTIAMO LA MAGISTRATURA» – La decisione del passo indietro presa a Palazzo Chigi smentisce infine le parole del ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito, che rispondendo a un’interrogazione del Pd durante il question time alla Camera aveva escluso mosse dall’alto prima di conoscere l’esito delle indagini. «La presidenza del Consiglio rileva che la vicenda si basa esclusivamente su notizie di stampa e non è in possesso di nessuna documentazione», ha detto. «Nessuna decisione quindi può essere responsabilmente assunta prima di conoscere fatti tutti da acclarare», ha spiegato. «Inoltre, spetta esclusivamente alla magistratura l’accertamento di eventuali responsabilità penali», ha proseguito, e si intende «osservare il più rigoroso rispetto delle indagini». Non solo. «La presunzione costituzionale di non colpevolezza impone di non ascrivere le reponsabilità fino all’accertamento definitivo» dei fatti. «Pertanto comunica che nessun impegno può essere assunto», ha sottolineato.

Redazione online
14 luglio 2010

Banda Bassotti: indagati Dell’Utri e Cosentino

13 lug

RASSEGNA STAMPA

La Repubblica

P3

L’INCHIESTA

P3 (AVATAR)

Eolico, indagati Dell’Utri e Cosentino
“Carboni voleva influenzare i pm del G8″

Altri due esponenti del Pdl sotto la lente dei magistrati. Nuove accuse contro l’imprenditore arrestato insieme all’ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e dell’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Idv: “Mozione di sfiducia contro il sottosegretario”. Martone lascia la toga

ROMA – Anche il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino sono indagati a Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P3 1nata da uno stralcio dell’indagine degli appalti sull’eolico in Sardegna. Dell’Utri e Cosentino sono accusati di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete.


Carboni.
Secondo i magistrati, inoltre, Flavio Carboni, dell’ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e dell’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, arrestati nell’ambito dell’inchiesta stralcio sugli appalti per l’eolico (che vede chiamato in causa anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini 2), volevano avvicinare i magistrati della procura di Firenze che stavano indagando sui Grandi Eventi  e sugli appalti legati al G8. Secondo la ricostruzione il gruppo utilizzava l’associazione culturale “Centro studi giuridici per l’integrazione europea Diritti e Libertà” come strumento “per acquisire e rafforzare utili conoscenze nell’ambiente della politica e della magistratura”. Tra le iniziative “l’invito al convegno milanese programmato per il marzo 2010 (e poi annullato) rivolto ai magistrati della Procura di Firenze dopo l’esecuzione di alcune misure cautelari ad opera di quell’ufficio, nel mese di febbraio  2010, in relazione ad alcune ipotesi di reato che coinvolgevano rappresentanti della pubblica amministrazione, del mondo politico e dell’imprenditoria”. Il progetto però non andò in porto perchè fu annullato allorchè fallì l’intervento per fare accogliere il ricorso elettorale della lista ‘Per la Lombardia’ di Roberto Formigoni. “Nessuno di noi è stato avvicinato proprio perchè nessuno è andato a quel convegno” conferma Il procuratore capo della Repubblica di Firenze, Giuseppe Quattrocchi.

Dell’Utri. Il nome di Dell’Utri è citato nella cena della sera del 23 settembre scorso, in casa di Verdini. A quell’incontro presero parte oltre a Carboni e Dell’Utri, anche Arcangelo Martino, Pasquale Lombardi, l’onorevole Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller. Dell’utri avrebbe partecipato anche ad altre due riunioni, avvenute il 9 e il 13 dicembre scorso, l’una in casa di Verdini e l’altra in Sardegna, a cui presero parte Carboni e gli altri, tra cui lo stesso governatore Cappellacci.

Idv contro Cosentino. “Adesso basta. Cosentino deve fare la stessa fine che ha fatto Brancher. Se ne vada a casa e si metta a disposizione dei magistrati”A questo Paese non servono i vari Dell’Utri, Cosentino, Verdini che operano contro e non per la democrazia. L’Italia dei Valori, già da domani, presenterà una mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino” afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Pronti a votare la mozione” dice il centrista Pierferdinando Casini.

All’attacco anche i finiani. “Chiediamo le dimissioni di Cosentino e non da oggi. La questione morale non può più essere negata, nè da Bondi, nè da La Russa – dice il deputato Fabio Granata – Sulla questione morale nessuno potrà tapparci la bocca: auspichiamo che anche su Cosentino, come su Verdini, il Pdl tolga dall’imbarazzo i parlamentari. E non solo i cosiddetti finiani”.

Cosentino reagisce. “Sono accuse surreali,basta con l’uso politico giustizia – replica il sottosegretario all’Economia – Questa volta mi pare si tratti di una sorta di ‘banda del torchio’, dal sapore davvero surreale. Mi chiedo quando e se si finirà di usare la magistratura per altri fini. In ogni caso, anche questa volta, le impronte digitali sono le stesse”.

Martone. Nel frattempo Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione che nei giorni scorsi ha deciso di lasciare la magistratura, si difende in una lettera aperta al presidente dell’ Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara: “”Ribadisco con forza che non ho mai fatto pressioni sui giudici della Corte Costituzionale e che sono completamente estraneo a tutti gli episodi che i giornali hanno tratto dall’ ordinanza del Gip”. Martone smentisce di aver partecipato alla cena del 23 settembre scorso nella casa romana del coordinatore del Pdl Denis Verdini nel corso della cena si sarebbe discusso di un tentativo di avvicinamento dei giudici della Consulta che dovevano decidere sul Lodo Alfano. “Non sono un frequentatore di salotti – ribadisce Martone – e il 23 settembre del 2009 non ho partecipato ad alcuna cena, come da giorni  tento disperatamente di precisare con scarso successo agli organi di stampa”.

(12 luglio 2010)

Banda Bassotti: ecco il testo dell’ordinanza di custodia cautelare

13 lug

FONTE

La Repubblica

P3 (AVATAR)

Leggi il documento originale↓

Tribunale Ordinario di Roma:

ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

per Carboni. Lombardo. Martino

Tribunale Ordinario di Roma

ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

seconda parte

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